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Il primo aprile è giacca colorata indosso a un wurstel, burla o beffa che si fa icona del sistema. Queste le poche righe di referto, maldestro, dopo la vista d’una lastra impressa – l’ennesima – del corpo enorme, inerme, instabile, ma vegeto; non proprio malato.
Non si muore se si è già morti (si fa per dire, fatti gli scongiuri…) – basti questo a confortare – e ciò che giunge in bene, eventualmente, è solo grasso, che cola.
“Sia dunque primo aprile tutto l’anno”, questa la proposta; lo si annunci formalmente come uno stato di guerra, da piazza Venezia, a reti unificate; così, una volta dichiarato, lo scherzo, lo si possa attendere ogni istante, con buona pace per tutti; a carte scoperte. Si giri con trombetta e con parrucca, e denti veri e finti, da squalo: la mano a prudente distanza, così le orecchie, il naso e pure altro. La faccia vera, scherzosa, davanti; le altre di fianco e dietro, visibili.
Sorriderebbe di questo Fernando, e i suoi eteronomi Alberto, Ricardo ed Alvaro. Pessoa, del resto, significa persona: una e doppia, finanche plurima? E pure noi, così, doppi e plurimi, vivremo e ci uniremo felici ad altri doppi, e plurimi, in un solo volto e in nessuno. Fernando farà una promessa; Ricardo se la rimangerà, negando; Alberto la manterrà ma a modo suo, facendoci penare; Alvaro non negherà, non manterrà, proprio nulla farà: semplicemente, rilancerà: “lavoro e stabilità, via le tasse, gli interessi sui mutui, una casa e una minestra per tutti; garantito il diritto allo studio ed un lavoro. E felicità, serenità e cordialità: per tutti!”
Lo spirito per questo resta vivo, anche se poco o nulla ride la poesia, volandosene via, ogni tanto.

hai di-scoperto il mondo, giovanni, e il revisionismo non c’entra. la personalità plurima, ennesima, almeno doppia (una e trina) è tale e quale all’atto ambientale primo e poi vissuto che ci forgiò e ci forgia spolpandoci. nessun rammarico, forse, dopo un oltre soglia convivente in noi. la poesia nell’arte può la visione al sì del volo a terra, della terra al volo.
ciao da marina
Provocazione alta, bella sorpresa di Giovanni per questo primo aprile: “sia primo aprile tutto l’anno”, prendiamo meno sul serio chi si prende troppo sul serio; cadrebbe molto belletto, vedremo re e reucci girar nudi e irriconoscibili.
Antonio
P.S. A me, alla fine, un 1° aprile m’è proprio scappato: su ‘foglidiparole.splinder.com’
Antonio
L’ho sempre detto io…
per vivere bene è necessaria un pò di sana ironia.
Mai prendersi troppo sul serio!
ciao Giovanni!
su, non è niente, è solo sangue in mezzo alla folla: era un ragazzino senza casco, un giuoco da bambini, una dimenticanza, un’ironia, un’avventura nel/o/un mito metropolitano. Spero che fernando pessoa non abbandoni, per nessuna ragione o sgragione, la sua mansarda.
certo che di scherzi si può anche morire e poi è bello quando durano poco e si disvelano. lezione 1.: sorridere di se stessi, o almeno provarci, ok?
ciao a tutti e siate buoni, Marina
Marina, Antonio, Carla, Antonella: grazie.
Giovanni