Da bambino R. guardava ammirato l’Omega d’oro di suo padre, tanto preciso che tutta l’officina scendeva in sciopero quando lo decretavano le sue lancette. Ma a R. sembrava sempre troppo lento, perché il sole dell’avvenire non sorgeva ancora.
Oggi R. guarda al proprio polso lo stesso orologio, che continua a sembrargli troppo lento, perché suo padre è ancora vivo.

chissà perchè l’orologio lo immaginavo da taschino!
forse perchè ai vecchi tempi si usava così…
oggi preferisco non portarlo.
si comincia a correre solo quando la Trasformazione è avvenuta, in effetti. più che tagliare, trasfigurare.
fabrizio
Il figlio non è ancora nel proprio tempo, ma in quello del padre, e in quello confuso del mondo.
Giovanni