Provocazione in forma d’apologo 28

Erre si mette comodo sul divano ed apre il prezioso volumetto che un amico poeta gli ha spedito.

Incomincia a leggere e subito, come talvolta gli accade, le lettere si mettono a scintillare e a vorticare, fino a comporre parole che rivelano il segreto di quelle scritte.
Erre si scuote e come sempre in quei casi rivolge a Chi può ascoltarlo la preghiera di non essere sviato, di non tradire nell’interpretazione le parole scritte; prega che la sua lettura si abbeveri alla stessa fonte da cui è scaturita la scrittura dell’altro.
Il giorno dopo Erre si mette scomodo alla scrivania e riaperto il volumetto incomincia a leggerlo secondo i criteri delle scuole; non è difficile, adesso, ritrovarvi ciò che ha già conosciuto per altra via.
Erre sorride: i criteri delle scuole sembrano discendere dal buon senso e dall’applicazione, mentre sono figli della follia e del rischio.
Erre ha passato i quaranta, ma quando legge secondo il suo dono è solo, quindi cerca almeno di stare bene attento a quello che fa: tralascia le Scritture, di cui si sa indegno, e le opere dell’antico nemico, concentrandosi su quelle che sente potranno appartenere al nuovo Canone, quando ne saranno riaperte le porte, lasciando passare il tuono e la folgore.

6 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 28

  1. massimo

    per R la lettura non è un esercizio. legge come il copista ebreo copia il Testo: attento, non sbagliare, se sbagli una lettera il mondo finisce…, ecc. R conosce la pesanteur et la grace… grazie
    massimo

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  2. Carla

    leggere secondo il suo dono, ecco, questo va fatto…

    un carissimo saluto dalle valli della Muggiasca!
    🙂

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  3. robertorossitesta

    Cari Elena e Massimo,
    grazie a voi.
    Leggere leggermente non si può (figurarsi poi scrivere).
    Spero che non sarete solo voi a capirmi quando pertanto dico che il coraggio più grande è quello del timor di Dio.
    E’ chiaro che il dono (da parte di chi?) non coincide con la tentazione ma ha che fare con essa.
    Non c’è privilegio cui non sia connessa, quanto meno, una grave responsabilità.
    Abbiamo ogni giorno sotto gli occhi gli effetti terribili di un’intelligenza dis-umana, trans-umana. Ma gli occhi, ahinoi, non vedono che ciò che la mente ha deciso che debbano vedere, ed il cerchio si chiude.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  4. robertorossitesta

    Cara Carla,
    grazie anche a te e l’augurio di ritemprarti nel folto della natura, “lieta dove non passa l’uomo”.
    Roberto

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  5. Giovanni Nuscis

    Lettori come tutti dovremmo essere, Roberto; …e selettivi, con letture che lascino “passare il tuono e la folgore.”
    Molto in poche righe, come sempre.
    Grazie, e un caro saluto.
    Giovanni

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