Come un calabrone sgraziato
si è posato sul fiore
piegandone lo stelo flessuoso
si fa largo tra le file dei petali
simili a pagine d’un dizionario
tende al centro
ove c’è aroma e dolcezza
e benché raffreddato
e sprovvisto del gusto
si ostina
finché sbatte la testa
contro il giallo pistillo
e qui è la fine
è arduo penetrare
attraverso il calice dei fiori
fino alla radice
perciò il calabrone esce
pieno d’orgoglio
e ronza sonoro:
sono stato nel centro
a quelli poi
che non del tutto gli credono
mostra il naso
impolverato di giallo
(traduzione di Pietro Marchesani)

è tutta nel giallo di quel pistillo, la luce!
Grazie Marina per l’immagine…
e grazie a Pietro Marchesani
🙂
Come chi va al mulino s’infarina,
è difficile che un traduttore, per quanto cane o in malafede sia, non riporti un po’dell’aroma e della dolcezza dell’originale, sempre che ce ne siano davvero.
Ma mi rendo conto d’essere parte in causa; e non difendo una corporazione che in realtà non esiste, né le mie traduzioni, ma i miei scritti che da quelle traduzioni sono nati, e in definitiva la mia stessa vita.
Un caro saluto,
Roberto
Molto bella, mi pare si possa riferire in generale all’esperienza del buon lettore, che “gusta” il testo e si lascia “macchiare” dalla lettura, per poterne trasmettere il sapore agli altri.
Nabe
marchesani è anche il traduttore della Szy, e benchè io non ne conosca un’acca dell’originale le sue traduzioni mi risuonano sempre come in questa poesia, splendida nella sua aerea “profondità”,grazie Marina
E bravo Nabe!! Interpretazione piu’ sottile della stessa poesia..
Buffe le immagini del calabrone, nella sua proterva presunzione.
Grazie, Marina
Giovanni
Nel calabrone sgraziato mi riconosco. Grazie
Letterio Cassata
salve
à proposito della traduzione…
cerco di tradurre poesie friulane (Luigi Bressan) in dialetto corso e in francese (con un progetto d’edizione)
e anche di fare tradurre poesie corse in italiano
quale mi potrebbe dare una mano?
stefano cesari
htt://gattivi-ochja.blogspot.com
grazie