Provocazione in forma d’apologo 48

Aspettando l’elettricista, nella casa buia non posso fare nulla; allora, per ammazzare il tempo, a tastoni vado al portatile per leggere le ultime notizie su internet.

E leggo che c’è una strana ondata di black-out elettrici, che interessano singoli appartamenti: negli appartamenti all’intorno c’è luce e si fa festa, mentre in quelli colpiti si sta al buio, isolati, in attesa.
Non faccio in tempo a leggere altro, le batterie del portatile si scaricano, resto al buio completo.
Allora sempre a tastoni mi allungo sul letto, con le mani intrecciate sul cuore, ed aspetto. Qualcuno.
E mentre aspetto mi ritornano in mente i versi di un libretto pubblicato a vent’anni:

“Tu uomo hai preferito
le tenebre alla luce”
mi ha detto l’Ispettore
dell’Ente Autorizzato
i fili recidendo.
A che dovrei turbarmi?
Tanto da questo capo
rampollano scintille
di cui far divampare
ben altro che il suo buio.

Nemmeno i capelli sul capo d’ognuno sfuggiranno alla conta, è scritto, e in tutto questo tempo l’ho imparato. Oggi, nel pieno del caos, io sarò giudicato anche per quei versicoli – e magari fosse soltanto l’estremo pensiero d’orgoglio!

5 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 48

  1. Sparz

    guardo con morbosa attenzione gli incipit dei post, come dei libri e di tutto quanto riesco a leggere. Questo incipit è fantastico. E anche il seguito è buono.

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  2. robertorossitesta

    Cara Carla,
    il tempo del post è il presente, quindi nel post l’attesa di Qualcuno (non di qualcuno) prosegue, nella vita… che dirti?

    Caro Sparz,
    troppo buono. Ricordo tuttavia l’esempio di chi teneva il vino migliore per fine banchetto, e cerco nel mio piccolo di imitarlo.

    Un caro saluto,
    Roberto

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  3. Carla

    …che prosegua nella vita è bene, ma non necessariamente deve essere un qualcuno con la Q maiuscola(potrebbe non arrivare mai)dal mio umile punto di vista.
    riuscire a vedere la luce nelle tenebre, questo è conforto.
    Buon pranzo
    C.

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  4. robertorossitesta

    Cara Carla,
    certo, ci sono dei “qualcuno” con la minuscola che partecipano in qualche misura della maiuscola: perché, vuoi per grazia vuoi per opere, hanno ricevuto un pezzettino della stoffa dell’Altro.
    E poi ci sono i tanti, i troppi “qualcuno” che arrivano anche senza essere aspettati, e non sono neppure delle belle sorprese…
    Ma siamo anche noi, il più delle volte, a non saper estrarre e mettere a frutto il potenziale di bene che questi ultimi, da qualche parte, debbono pure nascondere…
    Un caro saluto,
    Roberto

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