“David Torrini: scorci di poesia tra Firenze e il mondo”

di Giovanni Agnoloni

Oggi vi propongo una mia conversazione con il giovane poeta fiorentino David Torrini, nato nel 1976 e autore della raccolta Cristalli (edita da EMF – Collane il Melograno), risalente al 1999. In seguito, David ha avuto riconoscimenti in diversi concorsi di poesia e prosa, tra cui il Premio speciale al concorso internazionale Versilia 2004, organizzato dall’ACSI, con la poesia Rincorrendoti (che qui segue), e il Premio speciale al concorso organizzato dal CONI “Racconta il tuo sport“, con un racconto intitolato L’Ultimo Tiro. Presto alcune sue poesie saranno pubblicate su Domist.net.

Qui riporto anche dei suoi versi d’amore di grande intensità (Brace d’inverno) e una breve poesia su Firenze, tratta da Cristalli: s’intitola Qualche foglia morta, ed è una fotografia ‘impressionistica’ d’ambiente con suggestioni ‘gitane’ (ispirata dal quartiere dell’Isolotto). Infine, in onore al tema del viaggio, inserisco Amsterdam, sempre presa da Cristalli.

David, che cosa significa per te “poesia”?

La poesia è essenzialmente due cose: è l’essenza delle proprie emozioni più profonde, che dall’anima sono trasferite alla parola. Ma poesia è anche la capacità e l’impegno di usare la parola in un modo particolare, ritmico, musicale. Le emozioni espresse con parole musicali e con un linguaggio ritmato: questa è per poesia, questo è ciò che la distingue dalla prosa lirica.

Come hai iniziato a scrivere?

Scrivo praticamente da quando sono vivo. Scrivevo piccoli diari e piccoli racconti da piccolo, mentre mi sono avvicinato alla poesia a 16 anni. Durante le ore di matematica al liceo, invece di seguire la professoressa, mi concentravo su un foglio bianco e buttavo giù quello che mi veniva in mente: stati d’animo, amore, incertezze, gioie e malesseri. Mi sembrava di non essere poi così tanto scarso e allora ho proseguito con crescente impegno e convinzione, soprattutto nel periodo universitario. Studiare Lettere e Filosofia mi ha aiutato a costruire una maggiore conoscenza della poesia e ad affinare lo stile.

Attualmente stai lavorando a progetti letterari?

Ho molti progetti in ponte, come sempre. In poesia sto approfondendo l’uso del sonetto. Vorrei entro l’anno pubblicare un piccolo libro con soli sonetti. Ho scoperto l’uso della metrica un paio di anni fa. Lo trovo appagante scrivere con regole più severe. Penso che la creatività non ne soffra, anzi sia stimolata a far meglio. A livello di prosa, il mio obiettivo più importante è portare a termine il mio romanzo, anche se sono al momento in una fase di stand by. Ho invece quasi ultimato il mio saggio sociologico sportivo che parla dei Derby calcistici in Europa e in Sudamerica.

Ti rifai a dei modelli letterari o segui principalmente la tua vena interiore?

La vena interiore è fondamentale. Senza, non è possibile scrivere. Ma i modelli sono importanti per migliorare lo stile e perfezionare il lessico. Nel periodo dell’ Università ho amato tantissimo lo sperimentalismo di Zanzotto, ma anche Montale e Sereni. Ultimamente ho riscoperto però la potenza espressiva di Dante.

Quanto contano, nel tuo scrivere, i temi del viaggio e dell’amore?

Sono i due temi centrali della mia poesia. Infatti il titolo della mia prossima raccolta sarà Viaggi e passioni. Il viaggio sia fisico che semplicemente mentale è per me la fonte di maggiore ispirazione. Senza questo nutrimento, cioè il piacere della scoperta e dell’avventura, le mie pagine resterebbero bianche. La vita è un lungo e ininterrotto viaggio. Molte delle mie poesie trattano di luoghi lontani che ho visitato. L’amore stesso è sempre un viaggio, una scoperta dell’ignoto attraverso l’altro. La poesia d’amore non è mai scontata: le mie poesie d’amore trattano sempre di un sentimento realmente vissuto. L’amore in generale mi interessa poco, preferisco l’amore particolare, vero. Mi piace che la mia poesia sia sempre biologicamente viva e testimone di un ‘esperienza di vita diretta.

BRACE D’INVERNO

Brace d’inverno

i capelli tuoi

dove il mio

cuore brucia.

Schegge d’argento

i sorrisi tuoi

dove il mio

sguardo cade.

Soffi di panna

i baci tuoi

dove il mio

corpo trema.

Fiore d’aprile

il profumo tuo

dove

s’arresta il respiro.

Pepite d’oro

gli occhi tuoi

dove il mio

viso si perde.

Punta frizzante

il nasino tuo

dove il mio

bacio si posa.

Morbide foglie

le labbra tue

dove il mio

slancio si gonfia.

Languidi colli

i seni tuoi

dove i miei

sogni riposano.

Lievi carezze

le gambe tue

dove il mio

tocco si stende.

Brivido caldo

il corpo tuo

dove il mio

corpo si fonde.

***

RINCORRENDOTI

Il primo sguardo

che ogni volta mi regali

taglia in due l’addome.

Sei un fiume in piena

che scorre sensuale

morbido di femminilità.

Salirei un milione di scale rincorrendoti:

per poi afferrarti

e portarti a volare,

a far l’amore in mezzo

alle nuvole.

***

QUALCHE FOGLIA MORTA

Nel buio vialetto alberato

Sulle panchine poste una dopo l’altra,

Guizzava il tintinnìo del vetro.

Le urla disordinate s’incontravano

Tra nuvole di fumo

E sputi generosi.

Sulla sella il vecchio cavatappi

Giaceva stanco avendo assolto

Il suo importante d’oggi compito.

“La la la” un groviglio di braccia.

“Zum zum zum” le gambe saltellano,

E nel freddo ormai svanito

Diffondevano gli urli l’allegra canzone.

Ora, solo qualche foglia morta.

***

AMSTERDAM

Mia signora, mia dolce moglie e fidanzata

Mia amica fidata, mostro fraudolento dallo sguardo

Ingannevole, libera, socievole, civile, democratica,

Violenta, poetica, trasgressiva, felice.

In mezzo a te io uomo fra gli uomini per la prima volta

Dove massa non è di robot ma di individui.

Amsterdam la donna che voglio

Colorata d’aranciata, cordiale, scherzosa

Misteriosa, socievole

Cottona, masturbata

Sporca ma acqua e sapone

Mitica, sveglia, squallida, bella,

Occhi vispi, buon umore,

La vedo piangere e amare il suo dolore.

“Vertiginosa Aster dam”.

Questo articolo è stato pubblicato in Interviste il da .

Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

2 pensieri su ““David Torrini: scorci di poesia tra Firenze e il mondo”

  1. Petruska

    Questo poeta è fantastico. Deve essere una brava persona. Bravissimo! Mi piace molto la poesia e anche il poeta. Vorrei sposarlo. Subito.

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  2. federica

    Peccato che l’haiku che dà l’inizio alla prima poesia, e addirittura è ripreso nel titolo, sia copiato da un romanzo di Stephen King “IT”… “Your hair is winter fire, January embers. My heart burns there, too.” tradotto poi nella versione italiana del libro come “Brace d’inverno i capelli tuoi, dove il mio cuore brucia”, nella traduzione di Tullio Dobner. Coincidenza impossibile. Ci stava bene una parola di ringraziamento o una citazione qualunque.

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