Cammino fra la neve in una periferia deserta e a un tratto vedo poco più avanti un punto in cui la neve è sciolta e il suolo scoperto. Mi avvicino e mi rendo conto che lì l’asfalto è arroventato, rosso-giallo-quasi bianco come la punta di un tizzone; e dev’essere altrettanto fragile e sottile, se sotto di esso posso scorgere agitarsi delle figure.
Poco lontano si trova una stazione dei pompieri, i quali saprebbero come intervenire evitando l’effetto camino: per il quale, qui, anni fa, morirono in tanti in un solo terribile evento. Ma non c’è tempo per chiedere aiuto; devo scegliere, agire.
Trovata non so come una pesante sbarra metallica spezzo con un colpo la trasparente crosta d’asfalto, e fra volute di fumo mi appaiono visi anneriti e sorridenti. Sorrido anch’io, e tendo la mano al più vicino. Quello, sempre sorridendo, alzato il braccio me la stringe.
Mi sveglio di soprassalto con il cuore in gola.
Meno male, non era che un sogno, mi dico sollevato.
Però, subito dopo, la riflessione e l’angoscia.

“subito dopo, la riflessione e l’angoscia.”
Capita anche a me coi sogni, ne ricordo uno all’anno (per fortuna) e sempre ci penso a lungo.
Cara Nadia,
io ne ricordo molti (per sfortuna?). Non sono moneta corrente nel mondo della veglia, da spendersi in fretta e in modo sconsiderato, ma un patrimonio che al momento opportuno rivela tutto il suo vero valore.
Grazie e ciao,
Roberto
inquietante come un incubo!
quel fuoco sotterraneo che arde è l’inferno che vuole rapirci…
ciao Robertino
L’inferno?
Cara Carletta, non è detto.
Ciao,
Roberto
bè…in effetti…
sei tu che allunghi la mano;-))
Cara Carla,
mi stupisci.
Si allungherebbe la mano solo per (farsi rapire dal)l’inferno, salvo poi farsene spaventare?
Suvvia, un piccolo sforzo, anche se fa caldo e non posso essere proprio io ad assicurarti che ne valga la pena!
Ciao,
Roberto
non saprei dirti, caro Roberto…
sei tu che l’hai allungata!
Bisogna essere prudenti, di questi tempi…
Cara Carla,
hai ragione: bisogna essere prudenti e non allungarla… la minestra ;-))
Ciao,
Roberto
La vita scelta – la vita come scelta [*non c’è tempo per chiedere aiuto; devo scegliere, agire* ]. Non c’è più tempo: bisogna agire! O forse non c’è più spazio: per agire – al di là e al di fuori dei sogni?
In tutti i casi – sarà un colpo [ al cuore, alla crosta ] – al risveglio!
Un inchino, Roberto
Chiarissima,
lasciamo perdere gli inchini, io rischierei di non riuscire a rialzarmi.
Tu ti sei rialzata benissimo, a quanto leggo, e ne gioisco.
Il vero colpo, anzi stretta (si parla d’angoscia)al cuore, un istante -due – dopo il risveglio, è quello della riflessione: ancora una volta la paura della paura è stata più forte di tutto, e ha impedito di portare a termine ciò che doveva essere fatto.
Capito?
Un abbraccio,
Roberto