Provocazione in forma d’apologo 131

Quando lessi “Ama il prossimo tuo” di Remarque avevo undici anni.
Giungendo al punto in cui uno dei personaggi, ubriaco, va con una donna di strada e la chiama con il nome dell’amata lontana (lasciata nel tentativo di salvarsi e salvarla dai nazisti che danno loro la caccia), avvertii stordimento e nausea, e quel che restava della fanciullezza mi abbandonò d’un tratto.

Nello stesso anno di quell’episodio uscì una canzone il cui testo subito associai a quella lettura recente; e poi, in tutto il tempo trascorso da allora, ripetendomene i versi:
“Non dire una parola,
ti darò quello che vuoi.
Tu non le somigli molto,
tu non sei come lei.
Però, adesso, prendi la mia mano…”
ho sempre ripensato alla sorte di quegli amanti divisi, e alla terribilità dell’amore; che è, della terribilità della vita, accrescimento e riscatto.

11 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 131

  1. robertorossitesta

    Caro Riccardo,
    verissimo. Ma la vita propone molti rischi e consente poche precauzioni. E soprattutto ognuno è ciò che è, ed anche quando a prezzo di mille fatiche riesce a cambiare un po’ difficilmente cambia in meglio.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

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  2. Carla

    il fatto di amare , il fatto solo di AMARE, è una gratificazione!
    (il vero amore non deve pretendere mai, perchè non conosce egoismi).

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  3. robertorossitesta

    Cari Carla e Emanuele,
    qui si dice che un conto è la grammatica, un altro la pratica.
    Grazie e ciao,
    Roberto

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  4. nadia agustoni

    Mah! Il vero amore non deve chiedere mai il vero uomo non deve chiedere mai la vera donna non deve chiedere mai… mi sa che non ho capito qualcosa, comunque ho sempre più l’impressione che tutti vogliono l’amore ( a parole), ma prima vogliono tutto il resto (di fatto).
    (Scherzo un pò).

    Un saluto

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  5. ginni

    Ossì. ” e mi sento il mal di mare…” lo ricordo eccome.
    E anche i fiorellini su una gonna blu, mentre gli adulti mi si svelavano nella loro fragilità e imperfezione. La soglia dell’età successiva era varcata.

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  6. robertorossitesta

    Care amiche scherzose,
    io non ho parlato di vero amore,
    ma del ricordo del primo turbamento sessuale legato alla rappresentazione di un atto d’amore vicario (posso esprimermi così?).
    Così come in fondo sono vicari tutti gli amori di questo mondo, anche e forse soprattutto quelli più veraci.
    Un caro saluto,
    Roberto

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