Raffaela Fazio, La meccanica dei solidi

MECCANICA DEI SOLIDI di Raffaela Fazio

Un piccolo pro-memoria sul coraggio

Cosa è il coraggio? Ciascuno di noi troverà forse risposte diverse.

Personalmente, penso che il coraggio, per essere tale, debba sfociare in un gesto, in un atto. E credo anche che non esista coraggio senza una certa misura di sacrificio. 

Il sacrificio supremo è naturalmente quello della propria vita, non come autoimmolazione vittimistica, ma come slancio generoso teso a preservare la vita altrui. Questo impulso a volte sorprende perfino chi lo prova, perché spontaneo, non calcolato. Può essere una risposta istintiva a una situazione estrema e imprevista. Oppure il risultato di un processo di crescita graduale. 

“Meccanica dei solidi” (puntoacapo Editrice, 2021) è un piccolo pro-memoria per non scordare che il coraggio è qualcosa di reale, che prende forma non necessariamente in esistenze fuori dal comune, e che, quando è speso per gli altri, mette in luce quello che di più umano esiste nell’umano. 

*

Due testi dal libro (la traduzione in inglese è di Patrick Williamson):

Arland Dean Williams Jr. era uno dei passeggeri a bordo del volo Air Florida 90, che si schiantò nel fiume Potomac poco dopo il decollo da Washington, DC, il 13 gennaio 1982. Arland che, insieme ad altri cinque sopravvissuti, attese i soccorsi aggrappato ai rottami della coda dell’aereo passò di volta in volta a chi gli stava accanto il salvagente lanciato dall’elicottero. I cinque vennero tratti in salvo. Quando l’elicottero tornò per Arland, lui era ormai affogato. Aveva 47 anni.

Due forze

Due forze in gioco:

il gelo compatto del fiume

e l’incerta presa dei pochi 

rimasti

aggrappati ai resti della coda. 

Tra loro, uno più vigile di tutti. 

Calato dall’alto, il salvagente. 

Lui lo passa 

a chi gli è più accanto 

una volta, due, tre, quattro.

He’s the last man in the water.

L’ultima cima 

non trova più la stretta delle mani.

È scomparso

sott’acqua, sotto i rottami.

Due forze in gioco:

la natura imparziale 

e la scelta 

dell’uomo che sposta

di tre quarti d’oncia [1] 

l’ago della bilancia.

[1] Corrispondenti a 21 grammi, considerati il peso dell’anima.

Arland Dean Williams Jr. was a passenger aboard Air Florida Flight 90, which crashed into the Potomac River shortly after takeoff in Washington, DC, on 13 January 1982. Arland who, along with five other survivors, clung to the tail section while waiting for help, repeatedly passed the life lines being dropped from the helicopter to those next to him. The other five were rescued. By the time the helicopter returned for Arland, he had drowned. He was 47 years old.

Two forces 

Two forces at play:

the compact river ice

and the slipping grip of

the few left

clinging to remnants of the tail.  

One of them, the most alert.  

The lifeline, cast down.

He passes it

to those close

once, twice, three times, four. 

He’s the last man in the water. 

The last rope

can no longer find a handgrip. 

He’s gone 

under, under the wreckage. 

Two forces at play:

impartial nature

and the choice

of a man who tips

the balance by

three-fourths of an ounce.

*

Durante la seconda guerra mondiale, George L. Fox, pastore metodista, Alexander D. Goode, rabbino, Clark V. Poling, ministro riformato, e John P. Washington, sacerdote cattolico, erano i quattro cappellani a bordo della Dorchester, nave per il trasporto delle truppe partita dal Canada e diretta in Inghilterra. Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1943, favoriti dalla buona visibilità dovuta alla calma delle acque dopo una tempesta, alcuni siluri lanciati dal sommergibile tedesco U-223 centrarono la Dorchester, che di lì a poco colò a picco. Su 921 persone, 227 si salvarono. I cappellani sono ricordati per la calma e per il coraggio con cui cercarono di assistere e di confortare i soldati; nessuno di loro esitò a cedere il proprio giubbotto di salvataggio. 

In acque calme

Quanto conta 

la squama dentro un ventre 

di balena?

Fin dove si risale 

se il buio non ha uscita

ma solo una pendenza?

A quale dio mostrare

da vicino 

lo squarcio di tribordo?

Le corde

sui fianchi della nave 

le tubature rotte

i corpi soffocati

dai fumi di ammoniaca

e quelli già annegati? 

Cos’è che tiene a galla

se il nulla avvolge tutto?

Se il mare è sopra e sotto

qual è il peso

(rispetto alla sua massa)

che ha il giubbotto

di un uomo che lo passa

togliendolo di dosso?

Da quali abissi viene

nell’ora della fine

la calma 

di una benedizione?

During World War II, George L. Fox, a Methodist pastor, Alexander D. Goode, a rabbi, Clark V. Poling, a minister of the Reformed Church, and John P. Washington, a Catholic priest, were the four chaplains aboard the Dorchester, a ship transporting troops from Canada to England. During the night of 2-3 February, 1943, favored by good visibility due to the calm after a storm, German submarine U-223 fired torpedoes at the Dorchester, which was hit and soon sank. Out of the 921 people on board, 227 survived. The chaplains are remembered for the calm and courage with which they tried to assist and comfort the soldiers; none of the four hesitated to give their life jackets to other soldiers.

In calm waters 

How much 

does a scale count 

in a whale’s belly?

How far up can you go

if the darkness has no exit

but only a slope? 

Which god should have

a close-up of

the starboard gash?

The ropes 

on the ship’s sides

the broken pipes

bodies suffocated

by ammonia fumes

and those already drowned?  

What keeps one afloat if

nothingness cloaks everything?

If the sea is above and below

what is the weight

(compared to its mass)

of the life jacket 

a man takes off to pass

to another?

Where deep down

does the calm of

a blessing arise

when the end is nigh?

3 pensieri su “Raffaela Fazio, La meccanica dei solidi

  1. Geremia

    Perché un pur bravo poeta si riduce a queste operazioncine? La versificazione è banale, approssimativa; regressiva, per chi aveva raggiunto una sua maturità (o così sembrava a chi scrive). La traduzione in simultaneo, se così possiamo dire, non migliora le cose. E perché due poeti di valore come Ruffilli e Pontiggia danno il loro avallo? Curioso di leggerlo…

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  2. Nina

    Sinceramente non vedo alcuna regressione in un poeta sì, maturo, ma complesso. Personaomente diffido di una vocalità trovata per sempre, credo nella forma che si adatta al contenuto. In questo caso, il “fare sacro” e la riflessione su questo porta ad apparenti levità e chiarezza, un po’ come si sceglie la salmodia nel gregoriano.

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  3. Giorgio Galli

    A me sembra una versificazione scavata, non approssimativa. Perfettamente aderente a un tema che sfugge e che pure è centrale nell’umano. Li trovo versi intensi e intrisi di riflessione più che di facile emozione.

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