Prima della fine del mondo si consuma, lenta, la poesia. Esaurita nella sua vena significante, sterile di messaggi, inadatta nel parlare all’insieme dei nostri sentimenti, incapace di suscitare emozioni che possano scuotere l’attuale esistenza.
Questo lo status che da tempo schiaccia la mia condizione poetica. La bellezza arretra esposta esclusivamente all’immagine, all’apparire a vantaggio della supremazia dell’astio che sempre più si fa strada nel nostro senso umano, costretta a recedere nell’intimo privato più profondo per legarsi ad armonia e pace interiore dell’individuo e ritornare bellezza morale e spirituale ad uso esclusivo del singolo. Continua a leggere
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La parola ai poeti. Salvatore Contessini
La poesia e fotografia sono le forme espressive che meglio soddisfano la mia creatività. Due modalità che condividono molteplici punti in comune. Si tratta di attimi che vengono fermati, registrazioni che continueranno a mantenere la loro essenza oltre il deterioramento indotto dal fluire del tempo.
Uno dei temi ricorrenti dei componimenti è appunto il tempo. La sua manifestazione filosofica è maturata grazie alla lettura di Agostino d’Ippona ne Le confessioni, di Nietzsche con il suo “eterno ritorno” e la circolarità del tempo, di Carlo Rovelli e Jung con il concetto di sincronicità. Quest’ultima la vivo come dono capace di significare nessi a-causali che comunicano in travasi continui tra mondo esterno e mondo interno. A volte il legame tra eventi è diverso da quello causale ed esige principi interpretativi inconsueti o interrogativi che trovano soluzioni nei mondi dell’irragionevole legame tra lo spazio-tempo e la sfera psichica. Nella silloge La cruna (La Vita Felice, 2018) provo a versificarne con diversi componimenti. Continua a leggere




