Archivio mensile:Ottobre 2022

Damietta 1219

 

di Kika Bohr

Molti aspetti della vita di Francesco d’Assisi ci affascinano ancora dopo otto secoli. Uno di questi è il suo incontro a Damietta, in Egitto, con il sultano Malik-al-Kamil nel 1219 proprio mentre infuriava la quinta crociata. Il fatto è confermato dalle cronache arabe del tempo.

Quali congiunture di costellazioni ci saranno mai state ad assistere a un tale evento eccezionale?

In un periodo di incertezze e di minacce di guerra come il nostro, il coraggio di un uomo di pace ci sembra di buon auspicio. Continua a leggere

La voce degli ultimi. Il doulos, lo schiavo, sintetizza tutti i popoli crocefissi

 

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina… svuotò se stesso, assumendo (incarnando) la natura di schiavo…”. 

È lo schiavo il vero passaggio dalla descrizione della realtà che fa l’Antico testamento – che vedeva nel popolo ebraico il popolo eletto, scelto da Dio, che era stato sottoposto a molte prove, a molte sofferenze e molti dolori – a quella che ne fa il Nuovo. Gesù, in qualche modo, non si identifica più con il popolo eletto, ma con il popolo sofferente, con il popolo messo alla prova, con tutti coloro che subiscono ingiustizie, con tutti i popoli crocifissi della storia, nel silenzio e nell’abbandono. Tutti costoro possono essere riuniti in una sola parola: schiavo. Perché schiavo è colui che non è più nelle mani di Dio, che è strappato da quelle mani, per essere messo solo nelle mani degli esseri umani che possono fare di lui ciò che vogliono: lasciarlo in vita o metterlo a morte, dargli il lavoro o il riposo, sottometterlo allo sfruttamento di ogni tipo o concedergli magnanimamente la libertà… 

Il nuovo libro su don Mario


È uscito il secondo volumetto della piccola biblioteca dedicata a un grande uomo, don Mario Torregrossa. Portare avanti la sua opera è la scelta che risuscita un concetto oggi smarrito: il bene comune. Leggere don Mario, parlarne, ragionarci sopra, lasciarsi fecondare dalla sua visione, è un passo in avanti verso la civiltà dell’amore, il sì a un Progetto che ha la forza di scongiurare ogni guerra.

Acquistabile qui:

https://www.youcanprint.it/una-nuova-visione-delluomo/b/cf1e329d-f02f-5214-bfc7-2be31d4c6f61

La parola ai poeti. Abele Longo


Credo di aver scritto sempre poesie,
anche se è solo dal 2005, anno in cui è nata mia figlia Sophia, che è diventata una pratica abituale. Con la nascita di Sophia mi sono ritrovato ad avere meno tempo per quelli che sono i miei maggiori interessi, il cinema e il teatro, ed ho così scoperto che forme brevi come la poesia ben si confanno all’essere genitore. Mi sono ritrovato a leggere una cerchia sempre più cara di poeti – Yeats, Thomas, Campana, Vallejo, Bodini, Alberti, Pasolini, Dolci, Gelman, Bishop, Strand, Ondatje – e a scrivere versi su ogni pezzo di carta a portata di mano. Ne ho fatto la mia ”officina”, come mi piace definirla, che mi dà la possibilità di staccarmi dal quotidiano per reinventarlo, cercare parole e immagini come coordinate di un viaggio sempre nuovo.

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Trenta denari


Gesù è ferito dal rifiuto dell’intimità, che offre con amore. Fermarsi, scendere in sé, ritrovarsi nel battito del cuore, sono i gesti della vera preghiera. Con che li barattiamo? Da due millenni i trenta denari passano di mano in mano, ogni momento.

Insieme


Pensiamo, a volte, d’essere da soli. La folla crea effetti stranianti: sembra di sparire, di scoprirsi invisibili, con un fondo di amarezza. È allora che Gesù ci parla, ci ricorda una parola che guarisce: insieme.

Poesia italiana del XXI secolo

 

Franco Manzoni è nato a Milano nel 1957, da oltre 35 anni Franco Manzoni è firma del Corriere della Sera. Ha pubblicato numerose sillogi poetiche, tra cui Esausto amore, Totò, Padania, Verso la seta, Faccina, Lettere dal fronte, Figlio del padre, En sombra de grito, in fervida assenza. Nel 2018 è uscita per l’editore Eidon di Bucarest l’antologia  bilingue Înger de sânge (Angelo di sangue), traduzione di Eliza Macadan.

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Giorgio Linguaglossa. La poesia nell’età della Catastrofe permanente

 

Dalla poesia degli anni Zero alla nuova fenomenologia del poetico, la Poetry kitchen a cura di Giorgio Linguaglossa

 

dal mio libro di critica: Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000-2013), Società Editrice Fiorentina, 2013 Firenze, pp. 150 € 15.

 

Nella poesia [italiana] degli Anni Dieci è evidente che il linguaggio tende a stare dalla parte della «cosa», più vicina alla «vita», e quest’ultima si scopre irrimediabilmente lontana dal «quotidiano»; sembra come per magia, allontanarsi dalla «vita» per via, direi, di un eccesso di intensità e di velocità. La polivalenza polifunzionale degli stili emulsionati raggiunge qui il suo ultimo esito: una sorta di fantasmagoria dialettica della realtà e della fantasia: una dialettica dell’immobilità dove scorrono le parole come fotogrammi sulla liquida superficie del monitor globale-immaginario caratterizzate dalla impermanenza e dalla instabilità. È la forma-poesia che qui né implode né esplode ma si disintegra come sotto l’urto di forze soverchianti e disgregatrici. Continua a leggere

La parola ai poeti. Alberto Fraccacreta

 

La donna che si nasconde dietro Delia

Della donna che si nasconde dietro Delia, benché io abbia tutte le migliori intenzioni e sebbene desideri apportare necessarie chiarificazioni scritte onde evitare indebite identificazioni, non posso dire molto per ragioni ovvie. Si perderebbe il canzoniere a chiave. Andrebbe a ramengo l’illusione poetica (o meglio la fictio). Spiegherei troppo. Potrei ricevere una multa (salata) sui diritti d’immagine e un’ingiunzione carceraria dalla diretta interessata. Quindi, è meglio tacere.

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Massimiliano DAMAGGIO. Io scrivo nella tua lingua. Nota di Giovanni Nuscis

 

Massimiliano DAMAGGIO

Io scrivo nella tua lingua

Poesie – Testo greco a fronte, traduzione di Giorgia Karvunaki

Editrice ZONA

Collana Rossocorpolingua

Nota critica di Mia Lacomte

 

Rielaborare la propria infanzia, il proprio vissuto è ciò che tutti, in varia misura e modo, proviamo a fare. Talvolta edulcorando ricordi per nulla sereni e gioiosi, e viceversa. Continua a leggere

La parola ai poeti. Antonio Fiori

 

La poesia è un’infermiera, ovvero colei che somministra il farmaco. Ci viene in soccorso per lenire il dolore delle ferite della vita, quelle che non guariscono, quelle che restano sempre oscenamente aperte, che tentiamo di nascondere, di cui cerchiamo di ricordare l’origine. È dunque un’infermiera che non può curarci realmente, né tantomeno salvarci l’anima ma può offrirci, questo sì, un unguento prezioso che ci aiuta a sopravvivere, ad avere il coraggio di guardare e interrogare la ferita. Lei è l’infermiera di chi scrive ma si prende anche cura di chi legge, proponendo lo stesso unguento anche al lettore (quando parlai di questa infermiera a Vivian Lamarque durante la presentazione del suo libro più intimo – Madre d’inverno, Mondadori, 2016 – ne rimase colpita e condivise con entusiasmo). Continua a leggere

Peninsulario, di Marino Magliani, recensione di Riccardo Ferrazzi

 

 La poetica di Marino

 

È uscito, per i curatissimi tipi di Italo Svevo, prelibata casa editrice triestina, un libro di racconti (o forse sarebbe più corretto dire: novelle) di Marino Magliani. La dotta prefazione di Filippo Tuena mette in luce i punti di contatto della poetica di Magliani con la lezione di Calvino, scava nella psicologia del ritorno al luogo natale (il nostos) e nella punta di amaro che ci sgomenta ogni volta che torniamo alle nostre Itache. Continua a leggere

Riposo


È inutile illudersi d’essere se stessi senza l’Altro. Bisogna uscire per entrare, perdersi per potersi ritrovare. Il viaggio di Abramo è quello di ogni uomo e di ogni donna che hanno compreso dove andare, per trovare riposo.