Queste considerazioni mi convincono ancor più che è possibile conoscere Dio soltanto a livello storico, anche se nella storia la trascendenza di Dio sembra impigliarsi negli intricati dedali della malizia umana, o diluirsi nei mille rivoli della frantumazione dei rapporti tra noi.
Non nego l’esperienza di grandi mistici che ci raccontano di intimi e intensi rapporti con Dio, che li mantengono ben al di sopra della storia, e so che tali mistici sono presenti anche tra i poveri, ma nella generalità dei casi e nella normalità delle esperienze, il rapporto con Lui è fondato su elementi storici. Noi lo possiamo percepire soprattutto attraverso la storia, nei suoi vagiti e nelle flebili voci di pianto che la attraversano in continuazione; e quanto più noi ascoltiamo la storia dei perdenti nella quale Egli si è incarnato, la assumiamo per quello che è e la facciamo nostra, tanto più ci immergeremo nel mistero di Dio, che è perciò il mistero dell’umanità tutta e dell’intero cosmo. Continua a leggere



