Archivio mensile:Giugno 2025

Conclave. Un’ipotesi di saggio su Dio (nel cinema)

di Giulio Bruno

 

Un thriller teologico, oggetto di aspre critiche da una parte del mondo cattolico.

La lotta per il potere è appena iniziata” recita la locandina del film Conclave, diretto da Edward Berger e tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris. E non c’è dubbio che la struttura narrativa di Conclave sia incentrata su una tale lotta e appaghi l’aspettativa dello spettatore di fruire di un racconto cinematografico ricco di suspense e di colpi di scena: considerato il tema forse principale che viene trattato, Conclave può essere considerato un thriller teologico, anche se la definizione è inevitabilmente non esaustiva rispetto ai contenuti proposti. Non manca del resto neanche un sorprendente finale, peraltro alquanto anomalo, ove si tenga conto dei tradizionali valori e della storia della Chiesa cattolica – e che, in definitiva, attiene ad altro importante tema del film.

Conclave ha suscitato aspre critiche in alcuni ambienti ecclesiastici ed accademici. Per esempio, Per il cardinale Gerhard Müller – prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede sino a metà 2017 (quando Papa Francesco lo sostituì con il cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer) e, negli ultimi anni, uno dei più critici oppositori interni di Papa Bergoglio – “è un film di propaganda molto anti-ecclesiale e anti-cristiano che avrebbe potuto essere prodotto ai tempi di Hitler o Stalin[1]. Per Regis Martin, “il film è in realtà è un atto di sovversione, non solo dell’ordine della natura, ma della grazia stessa, in particolare la grazia di Dio Onnipotente nel darci una Chiesa armata di sufficiente certezza che quando parla è Gesù stesso che sentiamo.”[2] Per padre Raymond J. de Souza, “si tratta di una sfida frontale per una Chiesa che propone dei credi – e li prega ogni domenica – e pubblica un catechismo universale”.[3]

La figura del cardinale decano Thomas Lawrence e i due temi principali del film.

Il regista Edward Berger – il suo precedente film ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’ vinse quattro premi Oscar nel 2023 – in merito alla eventuale esistenza, in generale, di un suo stile personale, ha parlato di “prospettive ristrette”: come spiegato da alcuni siti internet, tutto lo sforzo creativo si concentrerebbe in una grande soggettività che va a focalizzarsi sul protagonista. La struttura narrativa di Conclave è coerente con tale dichiarazione: in effetti, la figura del cardinale Thomas Lawrence (magistralmente interpretato da Ralph Fiennes), protagonista principale del film, incaricato del coordinamento del Conclave per l’elezione del nuovo pontefice in ragione della sua veste di decano del collegio cardinalizio, è centrale nella narrazione filmica e nella generazione dei principali significati racchiusi nel film. E ciò sia per l’incidenza, sull’esito del conclave, delle iniziative da lui responsabilmente intraprese, sia per gli alti valori morali nei quali, uomo integerrimo, crede con fermezza e che ispirano la sua condotta, finalizzata, durante tutta la durata del Conclave, a consentire la elezione del cardinale più meritevole, indipendentemente dalle logiche di potere, sia per il genuino tormento interiore che lo caratterizza. È per mezzo della sua figura che viene trattato il tema fondamentale del rapporto fede – dubbio. Le idee proposte al riguardo costituiscono il principale motivo delle aspre critiche di cui si diceva sopra, per via dell’omelia pronunciata da Lawrence.

Un secondo importante tema – il ruolo della donna nella società e nella Chiesa – è introdotto gradualmente attraverso la presenza premurosa, discreta e silenziosa, ma al tempo stesso vigile, delle suore, che crea un’atmosfera di soffusa spiritualità, un’aura di sacralità. La compostezza, il riserbo e la religiosa sobrietà delle suore stride, con una intensità che va accrescendosi nel corso del film, con il clima sempre più teso e insidioso, talora chiassoso e rissoso, che si instaura tra i cardinali.

(Continua)

[1] Cardinal Müller Calls ‘Conclave’ Film Hitlerian ‘Anti-Christian Propaganda’?, articolo di Edward Pentin,Senior Contributor del Register e EWTN News Vatican Analyst.
[2] Regis Martin è professore di teologia e docente associato presso il Veritas Center for Ethics in Public Life presso la Franciscan University di Steubenville, Ohio. Il passo citato, tradotto dall’inglese, è tratto da Conclave’ Snubbed at the Oscars — And It Won’t Win Any Awards for Accuracy Either.
[3] Padre Raymond J. de Souza, founding editor of Convivium magazine. Il passo citato, tradotto dall’inglese, è tratto dall’articolo ‘Conclave’ Cardinal’s Homily Mirrors Some of Pope Francis’ Actual Words. 

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Pietro e Paolo
la Chiesa plurale
[At.12,1-11; 2Tim 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19]

La memoria congiunta dei Santi Pietro e Paolo ci impone una riflessione sulle caratteristiche di una chiesa, dall’apparenza compatta e granitica, ma che, in realtà, è matrice di sfaccettature e sfumature non secondarie che costituiscono il vero volto della comunità cristiana. Continua a leggere

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Arianna Galli. Inediti

Arianna Galli 
Biografia:
Nata a Brescia il 29 marzo 2002, ma cresciuta a Milano, scenario principale delle sue opere, Arianna Galli è una poetessa, critica letteraria e cinematografica, illustratrice italiana di origini francesi. Dopo la maturità Classica, si è laureata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in Lingue e Letterature Straniere, con indirizzo in Cinema. È autrice dei libri di poesia “Non c’erano fiori” (Ladolfi Editore) e “Il Deserto di Milano” (Edizioni Ensemble) e collabora come critica letteraria e cinematografica per le riviste Studi Cattolici e Satisfiction e come giornalista di moda per la rivista Falcon Magazine. Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue (inglese, francese, spagnolo e portoghese), comparendo sia su riviste letterarie internazionali (Incertain Regard Revue, Revista Kametsa, Revista Vislumbre, Eufeme) che nazionali (tra cui l’edizione cartacea de La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Giornale di Brescia; Poesia del Nostro Tempo; Il Fatto Quotidiano; Fara Poesia; Brescia Oggi; Interno Poesia; Alma Poesia, Rivista ‘900 letterario; Atelier Poesia, Poesia di Crocetti; Poesia e lo spirito). Non sono mancati i contatti con il mondo della musica: nel 2021, la sua poesia “Piano Notes” è stata scelta per introdurre il festival pianistico internazionale Lej Festival e nel 2023 è stata scelta dal Comune di Sirmione come poetessa per omaggiare Maria Callas in occasione del centenario della sua nascita. Continua a leggere

Logica pratica a lezione di filosofia

di Antonio Sparzani e Kika Bohr

[La nostra cara amica francese Marie Ange, dopo aver letto il recente post di Kika Bohr e il meno recente post di Antonio Sparzani, ci ha inviato questo testo come una specie di risposta, a.s. e k.b.]

È già passato un mese da quando, grazie a Internet, ho ritrovato Chantal, un’amica della mia adolescenza con cui ho condiviso alcune avventure di quei tempi. Da allora ci scambiamo e-mail, mescolando ricordi, immagini, idee, sensazioni, gusti e colori del passato con quelli di oggi: presente e passato si intrecciano, l’invisibile emerge nel visibile.
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disegno di Kika Bohr


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Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. Il Ricordo 4

Il Ricordo 4   Di chi è la memoria?

 

   Omero, Borges, Nietzsche. Autori dissimili che pescano nello stesso mare, quello della memoria, e a volte, con calcolato disdegno, rigettano in quel mare i pesci presi all’amo. Partiamo da loro. Anzi, no. Partiamo da Proust. Ci sono “ricordi che appaiono improvvisi, come il rumore del campanello del cancello della casa di campagna di Combray, descritto da Proust nelle ultime pagine del Tempo ritrovato. Dove era stato, quel ricordo, per tutto il tempo in cui lo scrittore non se n’era ricordato?”.  Continua a leggere

La poesia prima della fine del (o di un ) mondo, a cura di Rita Pacilio. Gavino Angius

Da un poema intitolato “X”

1
Sfilarono gli stivali scalcagnati. Finite le gole da tagliare, un orto e un pozzo, male che vada scale e pennellesse. Reimparavi imprecando gli agi di coperte e materassi. Sfiato di flauti, un sogno. Motivetti, cosce avvinghiate. Accontentati, amico.

Uomini verticali gli eredi, sbarazzeranno cantine e armadi fino all’ultima lametta, e un click nostalgico dell’accendigas. Setta di codificatori bene in carne, dopo aver seminato lo spicciolo ritroso, cifra e talismano, tareranno di nuovo il contrappeso alle bilance. Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

L’ora che volge il disìo»

[Purg. VIII, 1]

 

(monastero di Bose)

 

«In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.» [Lc 9,11b-17] Continua a leggere

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Dall’antologia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza

a cura di Giselda Pontesilli

Dall’antologia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, alcuni esempi e frammenti:

29/02/2024
La bambina il cui padre è stato ucciso
mentre portava un sacco di farina
sulla schiena
continuerà a gustare
il sangue di suo padre
in ogni pane.

24/03/2024
E il dolore 
non lascia un affamato
che raccoglie chicchi di riso
dalla terra.
Ricorda come ha raccolto i resti di suo figlio affamato
in una borsa.
Haidar al?Ghazali (2004)

15/10/2023
Il suono che sentiamo è il suono della morte che ci ha
                                           superato per scegliere altri,
siamo ancora vivi e sentiamo il suono della morte di altri che
                                                              conosciamo, diciamo:
grazie a Dio, l’ultimo suono che hanno udito non è stato
                                                              il suono del razzo.
Chi sente il suono del razzo sopravvive.
Siamo ancora vivi fino a nuovo avviso.

18/10/2023
Le nostre foto di famiglia: un sacco di brandelli, un mucchio 
                                                                                 di cenere,
cinque sudari avvolti l’uno accanto all’altro di dimensioni 
                                                                                differenti.
Le foto di famiglia a Gaza non sono come tutte le altre.
Ma erano insieme, e insieme se ne sono andati.

20/10/2023
Noi di Gaza, presso Dio, siamo martiri o testimoni della
                                                                         liberazione.
E tutti noi aspettiamo il luogo in cui saremo.
Tutti noi aspettiamo, o Dio, la tua promessa veritiera.
Heba Abu Nada (1991?uccisa 20/10/2023)

[…] Essere palestinese del ’48 significa
essere il cittadino più strano del mondo,
eccoti a supplicare tutti i paesi del mondo di proteggerti
dal tuo stato
[…]
Marwan Makhoul (1979)

[…]
Rimarrò 
Perché i sentieri qui nella mia patria
Scorrono con una sofferenza simile alla mia
E malgrado il sangue versato
Mi restituiscono la sensazione della vita
[…]
Dareen Tatour (1982)

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