
di GIulio Bruno
La solitudine della vocazione autentica. Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa come controesempio filosofico bilaterale
1. Il controesempio cinematografico e la struttura bilaterale
Ainara è una diciassettenne basca cresciuta senza madre, in una famiglia con problemi economici, che all’ultimo anno di liceo sente crescere in sé il desiderio di dedicare la vita a qualcosa di più grande e chiede di trascorrere due settimane con le suore di clausura. Il film dispone questo dilemma tra due poli speculari: da un lato la cultura familiare e laica, incarnata dalla zia e, con più ambiguità, dal padre; dall’altro la tradizione religiosa istituzionale, rappresentata dal convento, dalla badessa, da Suor Isabel e dal giovane padre Txema.
I due poli esercitano una pressione costante su Ainara, presentandosi come risposte risolutive, ma rivelandosi infine sistemi parziali, portatori di difetti strutturali incapaci di accogliere il suo desiderio autentico. Il controesempio bilaterale simmetrico non confuta una posizione in favore dell’altra, le invalida entrambe simultaneamente. La tesi del film risiede nell’inadeguatezza dei modelli proposti rispetto al dilemma di Ainara, uno scarto che costituisce l’autentico nucleo concettuale dell’opera.













