
L’ebanista
Come un pezzo di legno sto
un pezzo di legno di albero
impassibile e lento e
un milione di foglie per ingannare i secoli
giocando a tre carte con le stagioni.
*
Rivelazioni
Ormai è inevitabile come il
respiro, qualcosa che faccio
ed esisto: ingoio e
trabocco, ingoio e trabocco.
All’infinito. Sempre e soltanto
ascoltando l’eco delle lancette
sbattere fortissimo
contro il muro.
*
No-Signal
I stambecchi sul tetto di fronte
guardano a nord
instancabilmente.
Più ostinati ed illusi che mai.
Cercano il segnale, il
vento giusto, il sonno sveglio.
Scongiurando sempre
nessuna calamita ad interferire.
*
Salite
Me ne sto minuscola particella
alla fine del rewind
braccia, mento e pugno al petto.
Intanto il vento dietro passa
e spassa
a volte aiuta, lo ammetto.
Altre volte ammazza.
*
Stramaledette loro
Già cadono e questo è il fatto
anche se il sole imbroglia
le carte sul tavolo
loro – maledette foglie – già cadono
anche se la formica ancora cerca briciole di fame
e l’orso gioca nei silenzi della controra
loro – disgraziatissime – già cadono
E’ che mi ero lasciata distrarre
dalle abitudini, dai soliti spari
le solite guerre
e – semplicemente – non realizzavo
che il grillo ormai tace se non per dire
addio.
sempre mentre loro, stramaledette loro, inesorabili,
già cadono.
*
Cronache di un Autunno
Sono successe cose, piccole cose
tipo la linea storta sugli occhi
il traffico bloccato, i panni sporchi,
la spia rossa, il buco nero.
Si è anche fulminata una lampadina
ma me l’hanno dovuto dire.
Sono successe cose, sono successe anche se
ho respirato il giusto, senza esagerare
ho parlato pochissimo, lo giuro, quasi niente.
ma sono successe.
E ci sono anche novità, tipo
chiudere il sorriso per inventario
riparare la crepa delle notti, ché qui piove spesso
e sempre da dentro.
E infine, provare a scrivere il mio nome
sulla lista delle cose urgenti da sistemare
sul post-it del frigo.
Adamo ancora nega
Ancora neghi che la terra sia rotonda
soltanto perché non vedi che il tuo passo
distante anni luce dall’orizzonte .
E a me non resta che osservare impotente
il tempo che impiega una fronte a corrugarsi.
Francesca Pellegrino nasce a Taranto nel 19 74 e vive a Ceglie Messapica dove tuttora vive e sogna. Ha pubblicato libri di poesia, ed altri attendono nel cassetto la luce giusta per venire al mondo.
