Poesie di Francesca Pellegrino

L’ebanista

Come un pezzo di legno sto

un pezzo di legno di albero

impassibile e lento e

un milione di foglie per ingannare i secoli

giocando a tre carte con le stagioni.

*

Rivelazioni

Ormai è inevitabile come il

respiro, qualcosa che faccio

ed esisto: ingoio e

trabocco, ingoio e trabocco.

All’infinito. Sempre e soltanto

ascoltando l’eco delle lancette

sbattere fortissimo

contro il muro.

*

No-Signal

I stambecchi sul tetto di fronte

guardano a nord

instancabilmente.

Più ostinati ed illusi che mai.

Cercano il segnale, il

vento giusto, il sonno sveglio.

Scongiurando sempre

nessuna calamita ad interferire.

*

Salite

Me ne sto minuscola particella

alla fine del rewind

braccia, mento e pugno al petto.

Intanto il vento dietro passa

e spassa

a volte aiuta, lo ammetto.

Altre volte ammazza.

*

Stramaledette loro

Già cadono e questo è il fatto

anche se il sole imbroglia

le carte sul tavolo

 

loro – maledette foglie – già cadono

 

anche se la formica ancora cerca briciole di fame

e l’orso gioca nei silenzi della controra

 

loro – disgraziatissime – già cadono

 

E’ che mi ero lasciata distrarre

dalle abitudini, dai soliti spari

le solite guerre

e – semplicemente – non realizzavo

che il grillo ormai tace se non per dire

addio.

sempre mentre loro, stramaledette loro, inesorabili,

già cadono.

*

Cronache di un Autunno

Sono successe cose, piccole cose

tipo la linea storta sugli occhi

il traffico bloccato, i panni sporchi,

la spia rossa, il buco nero.

Si è anche fulminata una lampadina

ma me l’hanno dovuto dire.

 

Sono successe cose, sono successe anche se

ho respirato il giusto, senza esagerare

ho parlato pochissimo, lo giuro, quasi niente.

ma sono successe.

 

E ci sono anche novità, tipo

chiudere il sorriso per inventario

riparare la crepa delle notti, ché qui piove spesso

e sempre da dentro.

 

E infine, provare a scrivere il mio nome

sulla lista delle cose urgenti da sistemare

sul post-it del frigo.

 

 

Adamo ancora nega

Ancora neghi che la terra sia rotonda

soltanto perché non vedi che il tuo passo

distante anni luce dall’orizzonte .

E a me non resta che osservare impotente

il tempo che impiega una fronte a corrugarsi.

 

Francesca Pellegrino nasce a Taranto nel 19 74 e vive a Ceglie Messapica dove tuttora vive e sogna. Ha pubblicato libri di poesia, ed altri attendono nel cassetto la luce giusta per venire al mondo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *