Ancora attorno alla via Canonica

di Antonio Sparzani

In via Canonica (continuando questo passeggiare) c’è naturalmente la farmacia Canonica, che ha la bella abitudine di essere aperta quasi sempre, chiude nelle più buie ore della notte, ma domenica e vacanze non ne conosce, anche oggi, che è il Lunedì dell’Angelo è bellamente aperta, mentre per trovare un bar aperto, per bere il mio gin-seng, devo girare un po’. Il difetto di questa farmacia è che non vogliono i cani, neanche quelli belli come Jim. Un giorno che l’ho portato con me ben legato al guinzaglio, il farmacista grande capo mi ha redarguito e mi ha mostrato sul suo smart il filmino di Jim che faceva pipì su un basso scaffale. Ma, dico io, invece di perder tempo a fare il filmino, non poteva gridarmi allora di stare attento? Mah, non si sa mai con i farmacisti.
E poi c’è l’altro mistero del gin-seng: ormai quasi tutti i bar lo fanno, tranne pochissimi, e tutti hanno ormai l’apposita macchinetta, tipo espresso, ma dedicata solo al gin-seng; la cosa che non capisco io è come mai c’è tutta una varietà di sapori e densità diverse. Ma non è sempre la stessa macchinetta? Naturalmente ora ho una chiara classifica dei bar della zona e ce n’è uno che è il mio preferito, fa il mio gin-seng preferito, e fa anche la relativa tesserina con dieci quadratini così che quando ne hai bevuti dieci, l’undicesimo è gratis.

Tutta la Settimana Santa ha abbondantemente piovuto, per cui andare a far correre Jim al Parco Sempione non era consigliabile, per cui la scelta più conveniente è stata percorrere tutta la via Canonica fino all’edicola del compagno peruviano di cui dicevo e guardare tutta la varietà di agghindamenti che i negozi hanno approntato per la Pasqua, Uno di questi negozi, piuttosto raffinato, vende abiti da sposa, la vetrina è piena di meravigliosi completi ornati nei modi più vari. Ma l’importante non è questo, L’entrata nel negozio è un grande portone sempre aperto, portone in mezzo al quale staziona abitualmente una grande e bella cagna tutta bianca, dall’apparenza calma e mansueta: quando Jim e questa cagnona si vedono sembrano due innamorati, si guardano si annusano si leccano e non vorrebbero più lasciarsi, tanto che quando io tento di allontanarmi con Jim, la cagna cerca di venirci dietro, abbandonando la sua guardia giornaliera, quasi commovente.
C’è sempre il Luciano che mi saluta, stamani mi ha chiesto: ma te l’ho già augurata la buona Pasqua? Al che ho risposto che comunque me l’augurasse ancora che andava sempre bene.
La via Canonica sbocca in piazza Antonio Gramsci, che intanto è già un bel nome, e poi c’è il Libraccio che mette fuori dei banchetti con libri a metà prezzo, o anche grossi libroni d’arte, certamente usati ma in buone condizioni, a 5 euro, non male.
Guardo in viso le persone che incontro, sono quasi 5 anni che abito qui in via Cesariano, di fronte a un angolo del Parco Sempione e sempre più mi sembra di riconoscere tante persone. O di essere riconosciuto. E qualche volta succede davvero. Una cosa che mi ha fatto un immenso piacere è stata questa: un giorno un uomo sulla quarantina, o forse più, mi guarda ben bene e poi scusandosi mi chiede se sono il prof. Sparzani che insegnava fisica agli informatici negli ultimi anni ’90, io contentissimo di essere ancora riconoscibile e riconosciuto rispondo ovviamente di sì e lui mi racconta che ha dato l’esame con me prendendo anche 30, perché la fisica l’aveva appassionato. Non è ovviamente la prima volta che ciò accade perché ho avuto molte centinaia di studenti, negli ultimi anni ’80 e poi nei ’90 il corso di laurea in informatica traboccava, era l’epoca di un inarrestabile inizio (qualche anno più di 1000 matricole!). Ma tutte le volte che accade un simile “riconoscimento”, per giunta riconoscente, mi riempie di gioia, pensando di avere lasciato qualche buon ricordo. È una delle cose per cui sei un po’ contento di aver vissuto.

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