Immaginiamo che una legge severissima proibisse all’umanità di ringraziare: che cosa proverebbe? Si affaccerebbe un desiderio di pronunciare la fatidica parola? L’Eucaristia, sia feriale sia festiva, sarebbe vietata, perché significa “ringraziamento”. Da qualche parte il vocabolo salterebbe fuori, e i responsabili del suo utilizzo sarebbero puniti con la morte. Verrebbe allestito un cimitero per seppellire solo loro, rei di aver compiuto un atto temerario, coraggioso, ormai dimenticato: dire “grazie”. Tuttavia, da qualche parte, in un angolo sperduto del mondo, per l’assenza di autorità riconosciute o tribunali approvati dal governo, questa parola trascurata, negletta, invisa ai potenti della terra, sopravviverebbe, tuonerebbe, garantendo la conservazione del genere umano, col suo carico esplosivo di vita.
















