Piano terra

 

di Franz Krauspenhaar

È venuto giù un freddo “bestia”, o quasi. La temperatura è scesa sotto i 10 gradi; qui è qualcosa d’insolito.
Non abbiamo il riscaldamento, come in moltissimi condomini della zona che hanno un po’ di anni, – la nostra casa è degli anni Settanta.
Con questo buon clima nella maggior parte dell’anno sarebbe uno spreco mettere i termosifoni, soprattutto per il nostro inverno- è vero, quest’anno con la drammatica ingerenza dei tifoni, – ma di norma abbastanza dolce.
Qui in rua Central abbiamo due stufe elettriche in alluminio, una per la stanza di Ernesto e una per la mia.
Porte chiuse per evitare la dispersione del calore, e in pochi minuti la stanza è già abbastanza calda, in attesa che lo diventi per bene. Sono stufe tedesche, che abbiamo comprato l’anno scorso al Leclerc.
Il buio è già sceso da un po’. Il mio umore stavolta non scende al piano terra come certe sere all’ospedale.
Guardavo nel finestrone della camera a tre letti e mi sorbivo il magone, finché non veniva il momento di andare a letto, una liberazione.

2 pensieri su “Piano terra

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