

La Giustizia 2. Il destino in un indirizzo
La poliziotta onesta: “Un giorno i fantasmi suoneranno alla tua porta. E sarai obbligato a seguirli. E ti troverai di fronte a tutte le schifezze che hai fatto”. Il poliziotto subdolo: “Un giorno… bisogna pur morire”.
Idealismo e cinismo. E senso del dovere: inteso e malinteso. A Parigi, nelle strade livide, nelle periferie lasciate a sé stesse, la luce insegue il buio, e due poliziotti, che un tempo erano amici, inseguono una feroce banda di malviventi specializzata nelle rapine ai furgoni blindati. La inseguono senza mai dimenticare la propria rivalità, alimentata da un motivo concreto: chi riuscirà nell’impresa, sarà nominato Direttore della Polizia Giudiziaria. La Giustizia e l’Ambizione sono irrimediabilmente incrostate in questo film laconico ed enfatico assieme, 36 Quai des orfevres, scritto e diretto da un ex poliziotto, Olivier Marchal, ed interpretato da due mostri sacri della scena transalpina: Daniel Auteuil, asciutto e introverso, il capo della Squadra Anticrimine, colui che incarna la Giustizia; e Gerard Depardieu, ossessivo e invidioso, il capo della Squadra Investigativa, colui che incarna l’Ambizione. Se il primo non aspira al comando e tiene solo a far bene il proprio dovere, il secondo, che nella vita privata si trascina, vuole semplicemente ottenere il potere. Vivono entrambi per il lavoro, vicini e poi lontanissimi, la donna dell’uno che ha scelto l’altro, creando una vera famiglia. Continua a leggere→