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L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Elogio dell’inciso

Lineetta — o trattino lungo — e parentesi: due preziosi turbatori del ritmo e della linearità sintattica, grazie ai quali un concetto si scava una cuccia nel flusso discorsivo senza minimamente alterarne l’ordine logico, ma arricchendolo di mosse abrupte, esattamente come avviene nel pensiero.

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Parole di successo

«Trump cambia postura dieci volte al giorno».
«Il problema è la postura della Meloni nei confronti del fascismo»…

Cari scrittori, celebrate con me le esequie di «atteggiamento», «posizione», «giudizio», «opinione», «intenzione», «idea»: oggi si dice «postura».

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Parole “transessuali”

I puristi si rassegnino: il pronome indefinito maschile qualcosa sta per mutar genere. Anzi, è già diventato femminile nella testa e negli scritti della stragrande maggioranza dei parlanti/scriventi (che tendono a concordare con cosa, trattandosi del composto di qualche e cosa):
“Qualcosa mi è sfuggita”;
“Qualcosa si è messa di mezzo”…

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Si diffonde sempre più largamente, anche presso i parlanti/scriventi cólti e coltissimi, il verbo beneficiare nella doppia accezione di ‘trarre’ e ‘dar beneficio’.
Sennonché, almeno fino a questo momento, beneficiare significa ‘trarre beneficio’, mentre beneficare vale ‘far del bene’.

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 59

Espressioni come La finestra l’ho già aperta non sono accettabili solo nel parlato informale. Si tratta della dislocazione a sinistra, un modulo sintattico che esiste fin dalle origini della lingua italiana (lo si trova, ad esempio, nel Placito capuano del 960: «Sao ko KELLE TERRE, per kelle fini que ki contene, trenta anni LE possette parte Sancti Benedicti»).
È una frase marcata in cui un costituente (l’argomento) viene dislocato in posizione preverbale per acquistare rilievo e poi ripreso da un pronome, senza rispettare l’ordine normale Soggetto-Verbo-Oggetto.
Nella dislocazione a destra, invece, l’argomento è collocato alla fine ed è anticipato dal pronome: La mangi la pasta?
Mentre la dislocazione a destra è adatta esclusivamente a contesti colloquiali, la dislocazione a sinistra è assai meno soggetta a censura da parte delle grammatiche normative e la si trova sempre più spesso nelle scritture sorvegliate.

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 58

Non solo tipologia per ‘tipo’, ma persino problematica per ‘problema’.
Sennonché problematica non significa ‘problema’, ma ‘insieme di problemi’, quindi non ha senso dire «Non ho preso la macchina per una problematica al freno».
Idem per quanto riguarda metodo/metodologia.