Al fine di equilibrare i ruoli di suono e senso nell’arte della parola si sarebbe fortemente tentati di affermare (come, per esempio, l’ultimo Montale) che lo stile non è la cosa, bensì “anche” la cosa.
Nossignori: in arte lo stile è l’unica realtà possibile.
La “cosa” della pagina gaddiana sarebbe forse la medesima se veicolata da una lingua referenziale, grigia e notarile, antipode allo spettacoloso plurilinguismo del gran lombardo e ai suoi sardonici, sprezzanti contrasti di registri?
E in Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori qual è la “cosa”, se non quella forgiata dal chiasmo?
Ma attenzione: chi asserisce l’identità di stile e cosa non sancisce affatto la signoria del suono sul senso, dello stile sulle cose, divaricando i due termini; intende semplicemente che i contenuti-significati sono condizionati — ergo creati — dall’organizzazione formale del testo letterario.
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 2
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