
Intrappolati, scritto a quattro mani da Michele Caccamo e Luisella Pescatori è un racconto sull’emigrazione clandestina. Definirlo romanzo sarebbe, forse, impreciso. Una cronaca sarebbe riduttivo. Per evidenziarne con chiarezza la denotazione narrativa è adatta appunto la definizione di racconto. Per altro, questa forma espressiva mostra anche il terreno storico culturale da cui l’ispirazione degli autori trae origine o paradigma. Cosa fa, infatti, Sherazade per sottrarsi, anzi, meglio, per allontanare il destino di morte al quale il re persiano l’ha condannata? Deve narrare storie, raccontare. Per mille e una notte.


















