
Se il male è sempre in prima pagina un motivo dev’esserci. Tendiamo a proiettare all’esterno i conflitti interiori: la rabbia inespressa, un senso frustrato di giustizia, l’angoscia irrisolta. Da qui la fortuna dei film horror, della real TV, dei TG infarciti di cronaca nera.
Il bene, invece, è incline a sparire. Non fa notizia. O, se conquista la ribalta, risulta goffo, impacciato, come a farsi perdonare d’esser lì, al posto di un furto, di un omicidio, di uno stupro.
Vale anche per la nostra vita. Il bene che facciamo, spesso, cade nell’oblio, sommerso dagli aspetti negativi. Chi fa violenza, sembra averla vinta: non sente ragioni, s’impone, cancella ogni presenza dell’altro da sé.
Ecco perché dovremmo ricordare e custodire il bene che compiamo: non per ostentarlo nei talk show, ma per avere a portata di mano un antidoto al male che ci assedia.

Sicuramente il male ci attrae, desta la nostra attenzione, ma non so se siamo naturalmente cattivi o buoni (la solita domanda)…una cosa è certa: quando facciamo una buona azione, ci sentiamo più sereni…siamo in pace con la nostra coscienza..
Sí, abbiamo tutti bisogno di bene, di farlo, viverlo, cercarlo. È per questo, credo, che in mezzo a tanta bruttezza è sempre più importante la libertà dell’uomo nelle sue scelte, di discernimento, fino a raggiungere ciò che è bello buono e vero. L’attenzione alle parole, ai dettagli appunto, diventa fondamentale nel momento in cui è la coscienza a rispondere, accettando o rifiutando un semplice messaggio verbale dell’interlocutore, prima di passare all’azione. Tutto sta nel ri-trovarsi e se un amico mi chiede cos’è il Bene …sono felice di raccontargli qualche piccola cosa chi ho capito.
Il talkshow, non mi piace, per me spesso è solo una cover pubblicitaria, il bene compiuto, sí, quello resta e non si sente…
La vita è l’anelito al bene. L’anelito al bene è la vita.
(Lev Tolstoj)