Archivio mensile:Maggio 2026

A modo mio, di Franz Krauspenhaar

 

Alzarsi ogni mattina alle 6 per andare a lavorare a 35 km in 45 min. di distanza da casa è una condizione disperata.

Io l’ho fatto per circa un anno.

35 km percorsi in auto in 45 minuti è la distanza tra Milano e Vigevano. E io lavoravo proprio laggiù, in una grande cartotecnica, come direttore vendite estero. Una settimana in sede e una settimana all’estero, quasi sempre in Francia, per circa un anno.

Partenza in aereo lunedì mattina presto e ritorno a Milano con un volo del venerdì.
Mi si potrà dire: perché parli di “condizione disperata”? Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Krìsis è il volto dell’Altro

(R. Magritte)

«In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». [Gv 3, 16-18]

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20 righe (per niente) facili

 

di Pasquale Vitagliano

Le occasioni per proteggerci/ dai bisogni primari, non le abbiamo/ favorite abbastanza. Le poesie di Francesco D’Angiò sono strette in quest’abbrivio tra terra e cielo, tra la necessità della materia e l’ambizione a svincolarsi dai limiti. Verranno a perderci in trionfo, pubblicata quale finalista della prima edizione del Torneo dei Poeti del 2021, è una silloge, la seconda, che conferma la lucida consapevolezza poetica del poeta campano ma materano di adozione.

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Marina Massenz, La ragazza dei macelli

E’ uscita una nuova raccolta di poesie di Marina Massenz, La ragazza dei macelli, edita da Stampa2009, con prefazione di Maurizio Cucchi. Il libro sarà presentato da Maurizio Cucchi il 3 giugno alle ore 17 al Negozio Civico Chiamamilano, via Laghetto 2. Qui propongo una selezione di poesie e la prefazione

LA SFERA BLU

La ragazza ha visto la sfera blu
da astro nello spazio sospesa
e ammira e ama quel verde
e le acque le pecore i musi
bagnati nell’erba umida. È la terra.
Così bella e fragile come creatura Continua a leggere

Il suono delle stelle. Sulla videopoesia “Prego sotto le stelle” di Saverio Bafaro

di Giovanna Miceli

 

Come in una notte piena di silenzio e meditazione, mi trovo a scrivere del canale YouTube da pochissimo aperto da Saverio Bafaro, dal titolo ‘Metaphorica Videopoetry’, chiaramente una estensione della rivista cartacea giunta all’ottavo numero e ora pubblicata da Terre Sommerse.

La prima videopoesia pubblicata realizza la fusione tra un’opera del maestro incisore Patrizio Di
Sciullo (creata ad hoc, non a caso assume come nome uno dei versi e si chiama Templi di luce) e
quattro folgoranti versi dello stesso Bafaro (anticipazione di una raccolta inedita dal titolo Altre
stelle).  
Per fruire la poesia in questa forma mutevole e trasformativa, e a tratti sfuggente, le immagini in movimento, la base “musicale”, il recitato, le parole sovraimpresse meritano uno “svelamento” che mi arriva proprio da un dialogo privato con l’autore e ideatore della videopoetry:
– il tappeto sonoro è creato da un crepitio di fuoco di molto rallentato per renderlo quasi
trasfigurato e irriconoscibile (come se le stelle ardessero nel grande silenzio di fondo
dell’universo);
– le immagini dell’incisione giungono frammentate, come in cerca di un completamento nella
mente di un osservatore attento e paziente;
– la voce recitante è dello stesso poeta, e i tempi di lettura tra un verso e l’altro sono stati
allungati abbastanza da destrutturare in maniera isolata i versi stessi, scomporli come
particelle disperse nella nostra galassia. Continua a leggere

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Roberto Carifi

a cura di Giorgio Stella

Il silenzio dei fiumi ha un inizio invisibile,
è la piena che non sembra ed è da sempre,
vanno verso il mare con la muta origine,
con i grandi ormeggi che hanno i marinai.
Sulla spiaggia che la pioggia confonde con l’acqua
è l’uomo che somiglia a un capitano,
tiene la dritta e dice poche parole,
ha un suono simile alla preghiera, le mani giunte,
si rivolge al silenzio dei fiumi e del mare,
raggiungerà la cima più alta del Tibet.

Il commento dell’autore

Una volta, dopo l’ictus, ho incominciato a pensare che del mio corpo non fosse rimasto più nulla, ma nel momento in cui pensavo questo la parola e lo spirito prendevano il suo posto. Allora le poesie che ho scritto dopo appartenevano a un’altra dimensione, quella dello spirito e della parola, e «non ci sarà patimento in tutto questo».

[da “Jesus”, a cura di Daniele Piccini]

Albert Caraco

 

a cura di Giorgio Stella

Tutte le madri degne di questo nome, tutte le madri si assomigliano in quanto tutte riflettono l’Archetipo, in loro noi riveriamo appunto l’Archetipo, esso ha certe perfezioni che la persona in quanto tale non racchiude, anche se la singola persona può imporsi alla nostra ammirazione. La Signora Madre, persona non comune, mi rimandava all’Archetipo e mi rendeva presente una Madre Eterna: così, anche se la persona scompare, non trascina nella propria morte la Mater Gloriosa, la nube fluttua in balia dei venti e l’Archetipo che essa a tratti ci dissimulava resta per sempre inamovibile.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Rosso fuoco

(M. Rothko)

«La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». [Gv 20,19-23]

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Pace, guerra, riarmo: il discorso di Leone XIV alla “Sapienza”

 

di Fabiano D’Arrigo

Recentemente, giovedì 14 maggio 2026, papa Leone XIV si è recato in visita all’università “Sapienza” di Roma.
Nel suo discorso ai docenti e agli studenti Leone XIV ha ripetuto con forza il grido dei suoi predecessori “mai più la guerra”. Ed ha stabilito una stretta consonanza tra tale grido ed il “ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana”, una consonanza che “ci sprona a un’alleanza spirituale”. Continua a leggere

Valerio Magrelli

 

a cura di Giorgio Stella

Una barca è una leva e niente è più bello
di una barca.

S. Weil

Una città volante, semovente,
in bilico su un bosco
di palafitte, mobile
nell’incanto del peso,
nella grazia della distribuzione,
inclinata,
oscillante in un leggero tremito, un attrito
che la consuma. Lungo i suoi canali
pieni di frutta, carichi di macedonia,
passano barche dalle chiglie deformi
come colonne vertebrali, tòrte
dall’acqua, oblique,
equilibrate appena.