Archivi categoria: La luce nella stanza

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Giuliano Ladolfi

FARE LUCE CON LA POESIA – intervista a Giuliano Ladolfi

Per quanto la scienza e la tecnica abbiano fatto progressi enormi nell’indagare la natura, queste saranno sempre inadeguate nel rappresentare l’essere umano con le sue contraddizioni, i misteri, le luci e le ombre. Per Giuliano Ladolfi la poesia può farsi carico di questo compito ed essere parola-luce nel dialogo con l’altro e con il mistero. Il poeta tiene in mano la lucerna dello Spirito che guida nelle tenebre. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista ad Annamaria Ferramosca

FARE LUCE CON LA POESIA – intervista ad Annamaria Ferramosca

Nel pensiero greco la luce è principio generatore di vita e di conoscenza. Finché si vede la luce si vive. Si tratta di una luce non solo fisica, ma interiore ed emotiva che si contrappone al buio della morte, un buio che il Novecento ha spesso cantato ed esaltato. La poesia può (ancora) donare questa luce? Può (o deve) cantare la vita?

Con questa tua prima domanda mi hai riportato molto indietro nel tempo, sui banchi del liceo, quando mi incantavo ascoltando i versi dei lirici greci, mia prima immersione nella dimensione pura della poesia che da allora non mi ha più abbandonato; sì, la luce che quella poesia effondeva, era un simbolo potente, associato a qualcosa di immateriale, o divino, come la misteriosa forza della bellezza e dell’amore in Saffo o come il senso di sacra pienezza della gloria in Pindaro o quella sconfinata dimensione di luce in Alceo, quando celebra il sole e la natura che ne è invasa. Una luce che dagli albori della scrittura poetica ha poi attraversato i secoli e guidato la penna dei poeti come metafora della splendida forza della conoscenza, luce-guida per contrastare la parte oscura della vita, l’insondabile mistero della morte e dell’altrove, e tutto il buio che sedimenta nel fondo della nostra interiorità. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Marina Petrillo

FARE LUCE CON LA POESIA 

Convertire in poesia l’immersività della luce significa poter cantare l’origine e il mistero, scoprire nella parola i fondamenti del sacro e della storia dell’essere umano. Per Marina Petrillo esiste un luminoso buio nel quale bisogna immergersi per poter crescere nello spirito e nella verità.

Nel pensiero greco la luce è principio generatore di vita e di conoscenza. Finché si vede la luce si vive. Si tratta di una luce non solo fisica, ma interiore ed emotiva che si contrappone al buio della morte, un buio che il Novecento ha spesso cantato ed esaltato. La poesia può (ancora) donare questa luce? Può (o deve) cantare la vita? Continua a leggere

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La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Massimo Morasso

Fare luce con la poesia – intervista a Massimo Morasso

Per Massimo Morasso la luce è un principio ontologico che coincide con la capacità di conoscenza della realtà sia essa fisica che metafisica. La poesia non deve addolcire o consolare, né risolversi in una sterile diatriba fra luce e buio come un fatto estetico, piuttosto deve farsi carico di aprire un accesso alla verità.

Nel pensiero greco la luce è principio generatore di vita e di conoscenza. Finché si vede la luce si vive. Si tratta di una luce non solo fisica, ma interiore ed emotiva che si contrappone al buio della morte, un buio che il Novecento ha spesso cantato ed esaltato. La poesia può (ancora) donare questa luce? Può (o deve) cantare la vita? Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Massimiliano Bardotti

FARE LUCE CON LA POESIA – intervista a Massimiliano Bardotti

Per Massimiliano Bardotti la poesia deve saper gettare uno sguardo nuovo sul mondo. Non si tratta di donare luce, ma di levare “le travi dagli occhi” per poter osservare la bellezza che circonda gli esseri umani. Dunque, la poesia è modo per abitare l’esistenza, una vocazione di bellezza alla quale affidarsi con speranza.

Nel pensiero greco la luce è principio generatore di vita e di conoscenza. Finché si vede la luce si vive. Si tratta di una luce non solo fisica, ma interiore ed emotiva che si contrappone al buio della morte, un buio che il Novecento ha spesso cantato ed esaltato. La poesia può (ancora) donare questa luce? Può (o deve) cantare la vita? Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista ad Anna Maria Curci

FARE LUCE CON LA POESIA – intervista ad Anna Maria Curci

Vestire di luce il buio: è questo il compito della poesia per Anna Maria Curci. La luce deve poter fare piazza pulita di equivoci e menzogne, riuscendo a sollevare l’indignazione e la giusta collera per l’oscurità della Storia e della brutalità contemporanea. In quest’ottica la poesia può e deve farsi sacra, come una preghiera – anche laica – che sappia risvegliare ciò che è più profondamente umano. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Raffaela Fazio

Fare luce con la poesiaintervista a Raffaela Fazio

Poesia e Luce, poesia come luce. In un’epoca di grandi contraddizioni e di altrettanto grandi desideri Raffaela Fazio racconta di una luce che filtra/ come sogno ripetuto e che vuole essere non solo un atto di resistenza e ribellione contro il buio dell’ignoranza e dell’abbrutimento, ma soprattutto scintilla dalla quale nasce la bellezza e la più viva umanità. La luce attraversa il mondo come un raggio di luce attraverso la foresta per regalare l’inatteso. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Dante Maffia

Fare luce con la poesia intervista a Dante Maffìa

Perché pensare la luce come antidoto al buio? Oscurità e luminosità si scontrano ogni momento ed è da questo scontro, da questa eterna frizione che nasce la scintilla della poesia e dell’arte. Sempre e comunque – anche quando l’arte sembra tuffarsi nell’abisso più nero – la poesia canta la vita e sprigiona la bellezza. Ce lo racconta Dante Maffìa con abilità del critico capace di muoversi agilmente fra le letterature antiche e moderne e lo stupore fanciullino del poeta che sempre guarda il mondo con la speranza e gli occhi pieni di meraviglia. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Atlas non torna indietro

3I/Atlas è un oggetto proveniente dallo spazio profondo che sta attraversando il sistema solare. È stato scoperto il 1° luglio 2025, ha transitato dal perielio il 29 ottobre, avvicinandosi alla terra fino alla distanza di 269 milioni di km il 19 dicembre. Lascerà definitivamente il sistema solare nel 2030, dopo aver toccato l’orbita di Giove nel marzo del 2026, sfrecciando alla velocità di 30km al secondo. Questo è quello che si legge dopo una veloce ricognizione su internet. Insieme a queste informazioni i motori di ricerca propongono il dibattito che ha infiammato il web in queste settimane. Che cosa è 3I/Atlas? Una stella cometa come quella che a Natale mettiamo sopra il Presepe oppure un’astronave aliena? La discussione è stata alimentata da alcune anomalie rispetto ai comportamenti delle comete finora osservati che hanno portato alcuni scienziati a ipotizzare una natura artificiale dell’oggetto. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi

Luce necessaria

Abbiamo bisogno di luce. Si tratta di una necessità che coinvolge la Storia che sembra evolvere a una velocità alla quale non riusciamo a stare al passo e con esiti imprevedibili. Sono parole da luoghi comuni, si dirà, ma luoghi nei quali viviamo e sperimentiamo, ogni giorno e insieme, paura, affanno, buio. È inutile elencare (nuovamente) le pene di quest’epoca, le guerre, le tensioni sociali, le crisi climatiche, l’avvento misterioso e debordante dell’IA. Nulla di nuovo è sotto sole, quando le nuove paure sostituiscono quelle antiche per le epidemie, le carestie, le invasioni, le guerre (quest’ultime un classico intramontabile). Eppure, guardando al passato con le mani protese al futuro, non si può non pensare come la Storia (il progetto della Storia) volga a un bene anche quando questo passa attraverso la sofferenza, il mutamento, la morte. Per illuminare questo bene abbiamo bisogno della luce. Veniamo da un secolo (il XX) dove l’arte e la poesia hanno lucidato il dolore come l’argenteria di casa, hanno coltivato il culto del buio, hanno preferito la disgregazione, amato l’incomunicabilità, coccolato l’oscurità. Abbiamo percorso il primo quarto del XXI dove è esplosa una luminosità abbagliante e ingovernabile, attraverso la proliferazione di comunicazioni, social, feed, video, post, scroll, termini che indicano una bulimia di stimoli, immagini, suoni, parole, reali e irreali, artificiali, veri e falsi a un tempo in maniera indistinguibile. L’oscurità caleidoscopica e luminosa ci ha accecati. Abbiamo gli occhi chiusi.
La luce di cui abbiamo bisogno è quella lieve che svela pian piano il senso delle cose, mostra la natura, trasforma le ferite in feritoie dalle quali passa per mostrare i volti e il cuore.
In questo spazio proveremo a condividere questa luce e lo faremo in maniera multimediale, nella consapevolezza che la poesia e l’arte passano attraverso strumenti e condivisioni anche molto diverse fra loro.