Luce necessaria
Abbiamo bisogno di luce. Si tratta di una necessità che coinvolge la Storia che sembra evolvere a una velocità alla quale non riusciamo a stare al passo e con esiti imprevedibili. Sono parole da luoghi comuni, si dirà, ma luoghi nei quali viviamo e sperimentiamo, ogni giorno e insieme, paura, affanno, buio. È inutile elencare (nuovamente) le pene di quest’epoca, le guerre, le tensioni sociali, le crisi climatiche, l’avvento misterioso e debordante dell’IA. Nulla di nuovo è sotto sole, quando le nuove paure sostituiscono quelle antiche per le epidemie, le carestie, le invasioni, le guerre (quest’ultime un classico intramontabile). Eppure, guardando al passato con le mani protese al futuro, non si può non pensare come la Storia (il progetto della Storia) volga a un bene anche quando questo passa attraverso la sofferenza, il mutamento, la morte. Per illuminare questo bene abbiamo bisogno della luce. Veniamo da un secolo (il XX) dove l’arte e la poesia hanno lucidato il dolore come l’argenteria di casa, hanno coltivato il culto del buio, hanno preferito la disgregazione, amato l’incomunicabilità, coccolato l’oscurità. Abbiamo percorso il primo quarto del XXI dove è esplosa una luminosità abbagliante e ingovernabile, attraverso la proliferazione di comunicazioni, social, feed, video, post, scroll, termini che indicano una bulimia di stimoli, immagini, suoni, parole, reali e irreali, artificiali, veri e falsi a un tempo in maniera indistinguibile. L’oscurità caleidoscopica e luminosa ci ha accecati. Abbiamo gli occhi chiusi.
La luce di cui abbiamo bisogno è quella lieve che svela pian piano il senso delle cose, mostra la natura, trasforma le ferite in feritoie dalle quali passa per mostrare i volti e il cuore.
In questo spazio proveremo a condividere questa luce e lo faremo in maniera multimediale, nella consapevolezza che la poesia e l’arte passano attraverso strumenti e condivisioni anche molto diverse fra loro.