Archivi tag: Matteo Fantuzzi

Qui che tutto ti ricorda, su Matteo Fantuzzi

 

di Luca Benassi

I poeti muoiono come tutti gli altri: di vecchiaia, di incidente o di una qualche malattia, breve o lunga come è accaduto al poeta romagnolo Matteo Fantuzzi (Castel San Pietro Terme, 23 giugno 1979 – Lugo di Romagna, 9 giugno 2026). Rispetto a tutti gli altri, passati i clamori della notizia e il dolore degli affetti più cari, affievolito il ricordo delle vicende umane, dei poeti però rimangono i versi che sfidano il tempo e il pungiglione della morte. Matteo non l’ho mai conosciuto di persona, nessuna lettura insieme, mai un’e-mail, solo l’amicizia su Facebook che significa tutto e niente se non si sceglie il contatto umano vero, ma si delega la possibilità dell’incontro all’imperscrutabile algoritmo del social network. Adesso che mi accingo a scrivere di lui, il non conoscerlo è un vantaggio che mi permette un ricordo scevro dall’emozione che ha colto i tantissimi poeti ed amici che ne hanno parlato in questi giorni. Continua a leggere→

Per Matteo Fantuzzi. Il pacato titanismo della poesia, di Massimo Orgiazzi

 

di Massimo Orgiazzi

Addio Matteo. Colpevole come sono di non sapere, della sua malattia, della sua storia, la notizia mi ha raggiunto e messo a tacere. Poi, dal silenzio sono emersi i segni, dalla memoria i ricordi di come si siano brevemente incrociati i nostri destini.
Il mio è stato uno sguardo tangenziale sulla poesia contemporanea: nel mio peregrinare attraverso il gioco di ruolo che è stata la mia vita, sono stato una comparsa tra chi con la poesia e per la poesia, ha lavorato seriamente: come Matteo. Continua a leggere→

11

Realismo empatico in Matteo Fantuzzi: lettura di una poesia da “La stazione di Bologna” (Feltrinelli, Zoom Poesia, 2017)

 

di Davide Castiglione

Ne La stazione di Bologna, Matteo Fantuzzi ripercorre il tragico evento del due agosto 1980, le cicatrici che ha lasciato nella memoria dei sopravvissuti e si fa portavoce della rabbia e del desiderio di giustizia dopo che, ancora nel 2017, l’inchiesta sui mandanti era stata archiviata. Nella “Poesia della vecchina” (pp. 47-48) Fantuzzi dà direttamente voce a un’anziana che, il giorno della strage, s’offrì di versare il caffè ai soccorritori (vv. 1-8):  Continua a leggere→

5
1

Per Matteo Fantuzzi, di Alessandro Ramberti

di Alessandro Ramberti

Ho conosciuto Matteo più di 20 anni fa a vari incontri poetici e gli ho chiesto consigli sulla mia prima raccolta a cui stavo lavorando, ricevendone di preziosi e acuti. Da diverso tempo avevo un po’ perso i contatti e non sapevo neanche fosse malato, per cui sono rimasto ancora più colpito dalla sua morte prematura. Vorrei ricordarlo con i versi qui sotto e con una lettera che ne rivela l’animo sensibile e testimonia il suo essere un poeta “attento”, calato nella realtà. Continua a leggere→

Ciao, Matteo

Con grande dispiacere, apprendiamo della morte, oggi, dopo lunga malattia, del poeta Matteo Fantuzzi, una delle personalità di spicco della sua generazione per talento e preparazione, per sensibilità civile. Era nato a Castel San Pietro Terme il 23 giugno 1979, e aveva esordito nel 2008 con Kobarid che gli era valso il Premio Camaiore nella sezione giovani. Nel 2017 era uscito il suo secondo volume di poesie La stazione di Bologna, per Feltrinelli.

E’ stato direttore della rivista Atelier.

Il suo impegno critico lo ha visto collaborare con editori (Giulio Ladolfi Editore, come direttore di collana), e con quotidiani e riviste. Continua a leggere→

Matteo Fantuzzi 1979-2026

La più bella poesia di sempre

Oggi voglio scrivere per te
la più bella poesia di sempre:
poche righe in grado di scavalcare
in un sol colpo tutto il tempo
e il resto della storia. Qualcosa
che rimanga pure quando sarò
fango, o terra o vivo appena
in qualche flebile ricordo.
Intanto voglio raccontare a tutto il mondo
quello che io provo adesso che conosco
l’istante esatto del tuo sonno ed ogni
movimento, fino al risveglio
fino a quando di soprassalto
mi chiamerai cercandomi, piangendo.
Io sono lì, ci sono stato sempre
pure lontano miglia, tra secoli
e millenni continuerò a vegliarti,
rimboccherò le tue coperte, ti passerò
le mani tra i capelli per dirti ancora:
“Buonanotte, sogna, sii contenta,
non preoccuparti mai per niente”

13
1