di Massimo Orgiazzi
Addio Matteo. Colpevole come sono di non sapere, della sua malattia, della sua storia, la notizia mi ha raggiunto e messo a tacere. Poi, dal silenzio sono emersi i segni, dalla memoria i ricordi di come si siano brevemente incrociati i nostri destini.
Il mio è stato uno sguardo tangenziale sulla poesia contemporanea: nel mio peregrinare attraverso il gioco di ruolo che è stata la mia vita, sono stato una comparsa tra chi con la poesia e per la poesia, ha lavorato seriamente: come Matteo. Continua a leggere


di Stefano Guglielmin