di Fabrizio Centofanti
Gualberto Alvino è stato l’uomo della tradizione, l’uomo delle origini. Voleva dare un fondamento alle cose e alle parole, trovando per ognuna la collocazione più precisa, come se cercasse l’Ordine nascosto sotteso alla realtà. Comunicava serenità, come fosse sempre contento della vita, anche coltivando le sane ambizioni che ogni intellettuale custodisce in un cassetto del suo studio. C’era in lui una curiosa miscela di eccellenza e discrezione, come se volesse incidere senza mai apparire. Dava l’idea d’essere totalmente assorbito dallo studio, ma sono convinto che i suoi famigliari ci direbbero di una presenza mai venuta meno. Aveva raggiunto, probabilmente, l’equilibrio dei saggi. Continua a leggere



















