Gesù chiede di pregare non solo per le nostre intenzioni, ma anche per quelle Sue e di Sua Madre. Quante anime salve se Lo accontentassimo!
Remo Pagnanelli
L’hidalgo è stanco.
Il suo orizzonte è senza fondali,
se pure non erano parvenze quelle architetture,
e il copione già di per sé imprevedibile
non serve al suo futuro di trovarobe.
Così l’hidalgo stanco
non traccia più chimere
nell’arco del cielo e tutto
si riconnette – l’ora, il rosa
in uno smerigliato ma tenace
fluire, anche la sua bianca allegria
che pure gli sembrava prodigio inattaccato.
Da Epigrammi dell’inconsistenza
Chandra Candiani, Essere nuvola

Giovedì 10 settembre alle ore 18 nella Sala Excelsior del Cinema Anteo, in via Milazzo 9, a Milano, Chandra Candiani presenta la nuova raccolta di poesie Essere nuvola (Einaudi 2026) in dialogo con Giorgio Morale.
Dalla quarta di copertina
In questa raccolta la parola nasce fragile, si perde, ritorna. È una creatura viva Continua a leggere
Doni
POESIA E POLITICA.48. Matteo Veronesi

Avevo un amico che non credeva in niente, mi disse
che tutti gli uomini sono profeti ed ogni
volo di mosca può cambiare il mondo, e intanto beveva
il caffè, scriveva qualche cosa su un foglietto, guardava
tranquillo il passeggio sotto i portici – io non seppi Continua a leggere
Cosa conta
Proibito ringraziare
Immaginiamo che una legge severissima proibisse all’umanità di ringraziare: che cosa proverebbe? Si affaccerebbe un desiderio di pronunciare la fatidica parola? L’Eucaristia, sia feriale sia festiva, sarebbe vietata, perché significa “ringraziamento”. Da qualche parte il vocabolo salterebbe fuori, e i responsabili del suo utilizzo sarebbero puniti con la morte. Verrebbe allestito un cimitero per seppellire solo loro, rei di aver compiuto un atto temerario, coraggioso, ormai dimenticato: dire “grazie”. Tuttavia, da qualche parte, in un angolo sperduto del mondo, per l’assenza di autorità riconosciute o tribunali approvati dal governo, questa parola trascurata, negletta, invisa ai potenti della terra, sopravviverebbe, tuonerebbe, garantendo la conservazione del genere umano, col suo carico esplosivo di vita.
A settembre la Grande Poesia Coreana sul Lago di Como

Kim-Kooseul
Dall’intensa lirica contemporanea di Seoul fino alle rive del Lago di Como: dal 12 al 16 settembre si terrà una ricca rassegna di eventi culturali dedicati alla poesia e alla cultura della Corea del Sud, promossa e organizzata da La Casa della Poesia di Como, I quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, L’Associazione “Parliamo Coreano”, Fondazione Alessandro Volta, e con il Patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano, del Comune di Lezzeno. L’iniziativa vedrà la partecipazione straordinaria di due tra le voci più prestigiose del panorama letterario asiatico: il poeta Choi Dongho, Professore Emerito alla Korea University e membro dell’Accademia Nazionale delle Arti della Repubblica di Corea, e la poetessa Kim Kooseul, Professoressa Emerita alla Hyupsung University di Seoul, accompagnati da un’ampia delegazione di autori coreani e poeti italiani.
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
Due o tre
(Giorgio De Chirico)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. [Mt 18,15-20]
Singolare, femminile, di Filomena Ciavarella
di Giovanni Parrini
È di ragguardevole sostanza, eppure di una leggerezza ineffabile, quel che riceviamo da Singolare, femminile, l’ultimo libro della poetessa Filomena Ciavarella, uscito per i tipi di RP Libri, nell’aprile scorso.
Esso è costituito da una poesia introduttiva, “A sé stessa”, più quattro sezioni, “Di poche briciole”, “Enaima”, “Singolare femminile”, “Note al margine”, per un totale di settantasette pagine. Continua a leggere
Pace
Viaggi
Non riesco a smettere di guardare questa foto. Tu, su una specie di banchina, con la valigia, che guardi chissà dove. II mare è a circa un metro, attraversato dai riflessi delle case tipiche che colpivano la nostra fantasia. Sullo sfondo, la costa punteggiata dal bianco delle abitazioni e un cielo a macchie più blu man mano che vanno verso l’alto. Due imbarcazioni (una, poi, è sparita) si sfiorano: la prima si avvicina, l’altra – un motoscafo – sta prendendo il largo. Continua a leggere
Tutto
Ferruccio Benzoni
La pace
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 71
Sforzi
Corpo di fondo, di Lucianna Argentino
di Prisco De Vivo
Corpo di fondo di Lucianna Argentino
Poesia della trascendenza dei giorni azzurri che rimangono da vivere
Chi conosce già la poesia di Lucianna Argentino sa bene che il suo registro poetico si articola su “un desiderio di trascendenza”, una trascendenza dettata sull’esperienza umana, talvolta più profonda di un desiderio sradicato dalla passione; si può parlare di autobiografismo di una realtà spirituale che investe non solo tutti i sensi, ma che adotta con benevolenza una forma delicata e lirica che si modella sulla scrittura stessa, come una “conca” irta sull’acqua salata del mare, che dopo lunghi anni ritorna a riva e si lascia modellare ancora dall’acqua. Continua a leggere
La mano
Daìta Martinez, sant’anna
Daìta Martinez, sant’anna (Ilglomerulodisale 2025)
La poesia di Daìta Martinez, qui raccolta nel volume intitolato sant’anna, si offre al lettore come un’esperienza immersiva, una soglia in cui la parola esonda e riempie ogni spazio, diventando atto di incarnazione vera e propria. Fin dalle prime pagine si percepisce come per l’autrice la poesia non sia un mero esercizio estetico, né pura ricerca linguistica, ma potenza vocale che si spinge oltre ogni confine nel tentativo disperato – perché impossibile da compiere – di ridare una possibile forma al silenzio di per sé insostenibile. Ma il silenzio – o se si preferisce, il vuoto di senso, l’afonia della voce che grida – è inestirpabile e tuttavia estirpato dalla Martinez che colma il muro dei versi con pietre di parole. Continua a leggere














