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Fuliggine di grazia, di Paolo Carlucci. Lettura poetica di Marina Petrillo

Fuliggine di Grazia

Luce allo specchio qui mi racconta
il sonno, dolce dopo la fatica, del bucato,
della spesa, d’essere tu, donna comune,
che legge nascostamente alla candela
di un fiore. Ma devi rigovernare la stanza.

Chiusa nella tua casa, stanca ti svegli.
Hai ombre quotidiane nel cuore, Maria?
È già un broccato di spine, il tuo riposo?

Stretta tra i mobili e le imposte, una busta
bianca ti svola vicino lo straccio dell’infinito
sul tavolo. È uscito anche il gatto, per il pasto;

é sporco di fumo il camino, fuliggine di Grazia
ritrovata tra le pentole: questo è il nero, l’unto
che racconta la pasta grezza della luce. Continua a leggere

La luce nella stanza, di Luca Benassi. Intervista a Marina Petrillo

FARE LUCE CON LA POESIA 

Convertire in poesia l’immersività della luce significa poter cantare l’origine e il mistero, scoprire nella parola i fondamenti del sacro e della storia dell’essere umano. Per Marina Petrillo esiste un luminoso buio nel quale bisogna immergersi per poter crescere nello spirito e nella verità.

Nel pensiero greco la luce è principio generatore di vita e di conoscenza. Finché si vede la luce si vive. Si tratta di una luce non solo fisica, ma interiore ed emotiva che si contrappone al buio della morte, un buio che il Novecento ha spesso cantato ed esaltato. La poesia può (ancora) donare questa luce? Può (o deve) cantare la vita? Continua a leggere

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Marina Petrillo, Indice di immortalità

di Gino Rago

Marina Petrillo, Indice di immortalità, Prometheus Editrice, Milano, 2023

 Non è possibile accostarsi a questo nuovo, recentissimo libro di Marina Petrillo senza ricorrere a quell’armamentario barthesiano incentrato sulla conoscenza dei tre piani del linguaggio scritto. Più precisamente, sulla tripartizione lingua-stile-scrittura che governa la produzione di ogni autrice/autore, nell’atto stesso dello scrivere, così come si presenta ne Il grado zero della scrittura, volume che si apre proprio con la domanda: «Che cos’è la scrittura?»., su cui lo stesso Barthes scrive: Continua a leggere

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“La leggenda della Madonna delle Armi”, commento di Marina Petrillo

“LA LEGGENDA DELLA MADONNA DELLE ARMI”

Amo l’antica Madre del mondo.

Ignoto sigillo posto nel ciclo profano

a rigore celeste. 

 

In manti cobalto e sfondi dorati

mai supplice all’odiato compagno

ponendo Sua ombra in suono.

 

A te, creatura creante appartiene

l’abisso del cuore.”

 

(da “materia redenta” silloge poetica di Marina Petrillo)

 

LA LEGGENDA

 

In profondità giunge la ri-velazione che il Sacro pone a suo confine. Ogni luogo di culto mariano, veste l’abito del sovrannaturale, il candido manto posto come aura su viaggiatori, pellegrini o semplici creature ignare alla celeste manifestazione. Continua a leggere

Poesie di Marina Petrillo da “materia redenta”. Lettura di Giorgio Linguaglossa 

 

Poesie di Marina Petrillo da materia redenta, Progetto Cultura, 2019, Lettura di Giorgio Linguaglossa 

 

 

Se l’essere svanisce nell’evento, anche le parole di quella patria linguistica svaniscono irrimediabilmente

 

Lettura di Giorgio Linguaglossa

 

 

«La storia dell’essere è alla ?ne».


«Soltanto se il mondo avviene espressamente l’essere – ma con esso anche il nulla – svanisce nel mondeggiare». (Heidegger) 1

 

La fine della metafisica coincide con l’inizio di un qualcosa che non conosciamo, e in questa zona di mezzo, in questo transito su un ponte di corda dobbiamo attendere in quella che Marina Petrillo chiama la «elicoidale memoria» come un salvagente che ci risollevi e ci tenga sul pelo dell’acqua.
L’età della Tecnica richiede imperiosamente un nuovo linguaggio, un nuovo linguaggio poetico.
Se l’essere svanisce nell’evento, anche le parole di quella patria linguistica svaniscono irrimediabilmente, e non c’è modo che esse ritornino ad abitare un essere che è svanito anch’esso… Continua a leggere