Archivio mensile:Ottobre 2025

Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. Il Cibo 1

Il Cibo 1. Mangiando s’impara

Sembra facile: “vivere pienamente con i nostri piaceri non meno che con i nostri principi”. Ancora: “La consapevolezza che i sensi sono parte della nostra intelligenza è ciò che ci rende umani”.
Vola alto Adam Gopnik nel suo In principio era la tavola; lo scrittore americano, saggista capace di svariare con la stessa penetrante competenza (priva di supponenza) dalla storia delle idee politiche, al costume, alle biografie, costruisce attorno al cibo un libro incatturabile, che sta al punto ma si dipana in più direzioni. Vediamo. Continua a leggere

Giorgio Stella. Sterpia

Sterpia

Questa è la poesia figlia del
fato che mai avrei voluto
scrivere mai, sai?
Nel delta sterpia
la data sua sulla mia ultima
poesia che non può più mai mai –
per tornare a
quei mari, rovesciati, nella
rotta di tutti i cieli fino ai
nidi dei firmamenti, stessi,
le narici colme di… di sale
nella bambina estate
dove chiamavi le conchiglie madri
che chiamano al vento i figli loro
principi degl’abissi nei
castelli di sabbia bagnata
e t’avvolgeva un raggio d’ombra
dal sole al cuore fosti preso in
pieno morto e vivo
nello stabilimento marino
dove muoio in eterno riposo
per ritornare vivo e vegeto
al resto di me stesso
che ho scordato d’annegare
nell’ultima estate per la prima
volta fanciullo, perfetto nel
rudere elementare nella stagione
della terra ferma dove si ferma la terra
stessa sull’asse suo nel vuoto mio sono
io il sono suo del primo viso morto
sull’ultimo volto vivo al mondo
io non piango, risparmiato.
Quando morii fui sveglio e eterno
come il regno di sabbia nel castello di vento.
Né rimpianto rimorso odio compassione,
solo me stesso
cineripreso accanto a Dio
nella camera oscura in eterno,
come quei filmini, quei vecchi filmini
che ridono la stessa storia d’amore
dall’inizio alla fine come quando finisce
– ricomincia la strofa della vita –
solo che questa volta sono talmente dentro Dio
che sgorgo all’infinito il sangue del finito,
e non piango, non rido, io nel mentre di me stesso,
ed io?
Io venni meno al mio destino
come del resto già sapevo,
già io sapevo il volto,
il volto rado mio, quel volto,
quel volto baciato
fino all’osso
materno sogno.

Roma Maggio/Agosto 2008
STERPIA è stato concepito

L’appeso (da “Salva L’Anima)

Ti chiedi se un romanzo possa servire mai a qualcuno. Ti senti stupido, nella stanza con quaranta gradi, le pale del ventilatore sempre sul punto di cadere in pezzi, il poster di Taormina a ricordarti di uno spazio e un tempo in cui hai creduto di essere felice. Oggi metti tutto in discussione, dopo l’ennesima giornata storta: sei un illuso con la gente, immagini ancora che il vangelo possa cambiare la vita alle persone. A cosa serviranno le righe nere che tessi ormai a fatica, col mal di testa che ti opprime, le dita in cui pare condensarsi la pesantezza insostenibile di un agosto che non vuol finire? Salva L’Anima: ci credi ancora nel titolo che si è quasi imposto nel momento in cui hai pensato che il destino dell’amico, immobile nel letto, potesse rivelarsi il tuo? Non sarebbe più bello Chiaraluna, il filo fragile di una speranza che non accetta di morire? Continua a leggere

Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Anita Piscazzi


Io canto il tuo nome 
come acqua tranquilla nello spazio libero,
                                   fresca 
come un fiore che si apre alla luce.

Sento ogni essere nelle cellule fluire, 
un loto con cinque petali.

Lascio che il vaso si riempia del tuo viso,
di calma, di respiro, di gioia.

Io canto il tuo nome, sorgente di tutto.


Osip Mandel’stam

a cura di Giorgio Stella

Non sono ancora morto, non ancora solo
se insieme alla compagna-poverella
gusto la nobiltà delle pianure,
la caligine, la fame, la bufera.

In splendida miseria, in sfarzosa povertà
vivo solitario-confortato e sereno
beati quei giorni, quelle notti,
e la dolcesonora, innocente fatica.

Infelice chi come la sua ombra
spaventano i latrati, falcia il vento.
chi, solo a mezzo vivo,
va mendicando alla sua stessa ombra.

Ghiorgos Seferis

a cura di Giorgio Stella

Parlavi lento

Parlavi lento dirimpetto al sole
e ora s’è fatto buio
ed eri la trama del mio destino
tu, che avrebbero chiamato Bilio.

Cinque attimi; e cos’è accaduto
intorno al vasto mondo?
Un amore non scritto, cancellato
e una brocca asciutta;

s’è fatto buio… Dov’è il luogo
e la tua nudità fino alla vita,
Dio mio, e il mio prezioso posto
e i modi della tua anima!

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Kyrie eleison

«In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». [Lc 18,9-1 Continua a leggere

12

Poesia oltre la siepe, di Marco Masciovecchio. Maura Baldini

Quando Fabrizio mi ha chiesto di tenere una rubrica sul Blog “La poesia e lo spirito”, dandomi come unico input di scrivere senza nessuna “preclusione”, come si direbbe a “ruota libera”, mi sono sentito in imbarazzo e al contempo inorgoglito… Ci siamo sentiti e lui non ha fatto altro che confermarmi quello che già mi aveva scritto, ed ora eccomi qua.

Inizio con questo primo “articolo” con una poetessa che reputo tra le più interessanti nell’attuale panorama poetico. Continua a leggere

Stéphane Mallarmé

di Giorgio Stella

Brindisi

Nulla, questa schiuma, vergine verso
Solo a indicare la coppa;
Cosi al largo si tuffa una frotta
Di sirene, alcune riverse.

Noi navighiamo, o miei diversi
Amici, io già sulla poppa
Voi sulla prora fastosa che fende
Il flutto di lampi e d’inverni;

Una bella ebbrezza m’ingaggia
Né temo il suo beccheggiare
In piedi per fare questo brindisi

Solitudine, scogliera, stella
A tutto quello che valse
Il bianco soffrire della nostra vela.

L’officina (da “Salva L’Anima)

È quasi un’ora che sei qui; segno che cominci a invecchiare, che forse stai perdendo il vizio di inanellare un impegno dopo l’altro, anche dopo pranzo, quando tutti cedono al momento di stanchezza, si regalano una pausa rilassante, mentre tu, ostinatamente, accendi il computer e ti rimetti a scrivere: che ci trovi nell’appuntamento che diventa una tortura, per gli occhi che si chiudono, il collegamento che salta all’improvviso, il telefono che squilla, e tu che insegui le immagini che sfuggono, sfuggono, come una chimera? Continua a leggere

Massimiliano Nuzzolo. Specchi d’acqua

di Guido Michelone

Specchi d’acqua di Massimiliano Nuzzolo: un riflesso dell’anima

Il nuovo libro dello scrittore mestriano per Ossorosso Edizioni nella collana Tagli d’Anima

Tra le onde dell’oceano, svariate illusioni e il rock dei Velvet Underground si svolge questo nuovo libro di Massimiliano Nuzzolo, il quale racconta di luoghi non solo geografici, ma soprattutto interiori. Per lui gli spazi sono come sospesi in una condizione in cui il tempo si fa denso, e ogni cosa sembra attendere, trattenere, sussurrare. E infatti il romanziere conduce simbolicamente il lettore a Finisterre, in Galizia, alla ‘fine del mondo’, dove l’Atlantico non offre redenzione, ma solo uno specchio tremante in cui guardare le proprie fratture. Continua a leggere