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Osip Mandel’stam

a cura di Giorgio Stella

Non sono ancora morto, non ancora solo
se insieme alla compagna-poverella
gusto la nobiltà delle pianure,
la caligine, la fame, la bufera.

In splendida miseria, in sfarzosa povertà
vivo solitario-confortato e sereno
beati quei giorni, quelle notti,
e la dolcesonora, innocente fatica.

Infelice chi come la sua ombra
spaventano i latrati, falcia il vento.
chi, solo a mezzo vivo,
va mendicando alla sua stessa ombra.

OSIP MANDEL’STAM. QUADERNI DI MOSCA

Osip MANDEL’STAM

Quaderni di Mosca

Giulio Einaudi editore 2021

A cura di Pina Napolitano e Raissa Raskina

 

*

 

Armenia

11

Mai più ti rivedrò,

miope cielo armeno,

non guarderò più a occhi stretti

la tenda da viaggio dell’Ararat,

e mai più aprirò

nella biblioteca di autori vasai

il libro cavo della terra stupenda

su cui studiarono le prime genti. Continua a leggere

Osip Mandel’stam

osip

da Cinquanta poesie, Remo Faccani cur., Einaudi

*

Un tonfo cauto e sordo – un frutto
dal ramo s’è staccato via –
tra l’incessante melodia
del bosco silenzioso, muto…

1908

*

M’è dato un corpo – che ne farò io
di questo dono così unico e mio?

Sommessa gioia di respirare, esistere:
a chi ne debbo essere grato? Ditemi.

Io sono il giardiniere, e sono fiore;
nel mondo-carcere io non languo solo.

Già sui vetri dell’eternità è posato
il mio respiro, il caldo del mio fiato.

L’impronta lasceranno di un disegno,
e più non si saprà che mi appartiene.

Scoli via la fanghiglia dell’istante:
rimarrà il caro disegno intatto.

1909 Continua a leggere

Osip MANDEL’STAM – Tre poesie

Viviamo senza più fiutare sotto di noi il paese,
a dieci passi le nostre voci sono già bell’e sperse,
e dovunque ci sia spazio per una conversazioncina
eccoli ad evocarti il montanaro del Cremlino.
Le sue tozze dita come vermi sono grasse
e sono esatte le sue parole come i pesi d’un ginnasta.
Se la ridono i suoi occhiacci da blatta
e i suoi gambali scoccano neri lampi.

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