Massimiliano Città, Agatino il guaritore (Il ramo e la foglia Edizioni 2024)
Quando viene al mondo un libro, credo ci sia una grossa responsabilità per quel gesto non richiesto che è lo scrivere; gesto in cui chi scrive si mostra agli occhi di chi legge e al giudizio di quegli occhi, alla valutazione, alla comprensione, allo smarrimento, talvolta, si consegna. Ogni parola, vagliata nelle poche ore di lettura che accompagnano la storia, vive in un rapporto sbilanciato di tempi, dello scrivere e del leggere.
Questo libro è nato in un periodo di costrizione personale e sociale, dunque è un ponte, un gesto di liberazione in cui la fantasia prova a rompere le catene del quotidiano, in quello stadio asfittico che spesso prende alla gola e stritola nei limiti di un corpo e di un ruolo che la società accoglie. Così dirò poco della storia, se non che è nata dall’incanto di un momento e si è costruita e strutturata nel tempo al meglio, per quel meglio che mi è possibile realizzare come narratore.
Agatino il guaritore, Il ramo e la foglia edizioni, 2024.
—
La Biforcazione – Lungo la statale che congiunge Montepicozzo Marittima a Boschetto, poco prima della vecchia stazione di servizio in disuso da anni, sulla destra, il lettore scorgerà una biforcazione. Due stradine nascoste da filari di alberi e vegetazione lasciati alle bizzarrie della natura senza che nessuno si sia mai occupato, almeno negli ultimi vent’anni, di dar loro una degna sfoltita. Le amministrazioni confinanti di Montepicozzo e Vallombrina – di cui Boschetto rappresenta una storica frazione – tramite i loro preposti assessori, si sono sempre rimpallate la responsabilità di intervenire, come avviene nelle più avvincenti partite di ping-pong. Ciascuno rimproverando all’altro che quel lembo di terra non ricade nel proprio territorio, dunque non è affare di cui avere cura. Continua a leggere→