L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 18

Ci sono scrittori per i quali un termine vale l’altro e sgravano sulla pagina il primo che vien loro alla penna senza lacerarsi in dilemmi estetici, perché il loro unico interesse, come quello degli editori, è incentrato sulla trama e sulla sua capacità di attrarre il lettore-acquirente (lasciatemi dire che a causa di costoro l’Italia vive da decennî una delle stagioni più asfittiche della sua storia); e ci sono scrittori — il cui novero va, ahinoi!, sempre più assottigliandosi — che reputano ogni minima scelta stilistica, e persino grammaticale, una questione non solo sostanziale ma, per dirla con Contini, gnoseologica.

Voi da che parte state?

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