Lineetta — o trattino lungo — e parentesi: due preziosi turbatori del ritmo e della linearità sintattica, grazie ai quali un concetto si scava una cuccia nel flusso discorsivo senza minimamente alterarne l’ordine logico, ma arricchendolo di mosse abrupte, esattamente come avviene nel pensiero.
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L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
Edoardo Lombardi Vallauri “L’italiano in bilico. Quello che sì, quello che no”
Edoardo Lombardi Vallauri L’italiano in bilico. Quello che sì, quello che no, Bologna, Il Mulino, 2026
Ordinario di Linguistica generale all’università Roma Tre, Edoardo Lombardi Vallauri (se ne vedano almeno Parlare l’italiano, La linguistica in pratica, La struttura informativa. Forma e funzione negli enunciati linguistici, Parlare l’italiano. Come usare al meglio la nostra lingua, La lingua disonesta. Contenuti impliciti e strategie di persuasione) dà fuori per la collana «Intersezioni» dell’Editrice bolognese un saggio talmente ampio e articolato (la giocosità del sottotitolo non tragga in inganno) da rendere estremamente arduo, se non impossibile, darne conto minuto. Continua a leggere
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
I puristi si rassegnino: il pronome indefinito maschile qualcosa sta per mutar genere. Anzi, è già diventato femminile nella testa e negli scritti della stragrande maggioranza dei parlanti/scriventi (che tendono a concordare con cosa, trattandosi del composto di qualche e cosa):
“Qualcosa mi è sfuggita”;
“Qualcosa si è messa di mezzo”…
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 67
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 65
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 64
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L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 59
Espressioni come La finestra l’ho già aperta non sono accettabili solo nel parlato informale. Si tratta della dislocazione a sinistra, un modulo sintattico che esiste fin dalle origini della lingua italiana (lo si trova, ad esempio, nel Placito capuano del 960: «Sao ko KELLE TERRE, per kelle fini que ki contene, trenta anni LE possette parte Sancti Benedicti»).
È una frase marcata in cui un costituente (l’argomento) viene dislocato in posizione preverbale per acquistare rilievo e poi ripreso da un pronome, senza rispettare l’ordine normale Soggetto-Verbo-Oggetto.
Nella dislocazione a destra, invece, l’argomento è collocato alla fine ed è anticipato dal pronome: La mangi la pasta?
Mentre la dislocazione a destra è adatta esclusivamente a contesti colloquiali, la dislocazione a sinistra è assai meno soggetta a censura da parte delle grammatiche normative e la si trova sempre più spesso nelle scritture sorvegliate.

















