Recensione di Francesco Improta
Luciano Villa, Gli spiriti della valle (Bookabook Narrativa, 2026)
Ho avuto più volte occasione di confessare la mia scarsa simpatia per il genere fantasy, sia a cinema sia in letteratura, ma con altrettanta sincerità devo ammettere che Gli spiriti della valle di Luciano Villa, non diversamente dal suo precedente Di pietra e di sogno, di cui il nuovo romanzo costituisce il sequel, mi ha fatto parzialmente ricredere. Va precisato innanzitutto che non si tratta di un semplice fantasy per la capacità dell’autore di attraversare vari generi, sottoponendoli a una sapiente e personale rivisitazione. Del resto, gli eserghi tratti rispettivamente da H. P. Lovecraft (La cosa sulla soglia) e P. Ovidio Nasone (Le metamorfosi) ci trasportano dalla weird fiction alla letteratura classica. Il libro, decisamente corposo (oltre quattrocento pagine), è suddiviso in quattordici capitoli, incorniciati da un prologo e un epilogo e impreziositi da una particolareggiata mappa del Mandamento di Triora nella Valle Argentina del 1828 di Lino Pastorelli e dalla copertina allusiva di Chiara Mazzocchi in cui una figura femminile, ingenua e innocente, come testimoniano l’abito bianco e la fronte bassa sarà presto vittima di presenze fantasmatiche e inafferrabili che si muovono tra gli alberi. Continua a leggere











