Archivi categoria: Dalla rete
Dal blog AUT | OUT
Sono venuta a conoscenza di questo blog, AUT|OUT dove un trentenne scrittore autistico posta alcuni suoi pensieri e riflessioni, dato che la comunicazione vocale gli è difficile.
I suoi scritti sono piccoli tuffi in mondi nuovi resi accessibili da una bella prosa. Vi invito a seguirlo postando un testo dal titolo:
A gente che ha paura di me.
Vorrei dirvi che mi trovo bene in questo angolo e amo quello che sto facendo. Scrivere diventa sempre di più il mio progetto attuale di vita. Scrivere forte per accendere quelle luci, per aprire le porte e per far parte della vita. Scrivere forte per aprire ad altri un mondo che fa paura e che sembra strano, incomprensibile o malato. Ma io non sono malato, né incomprensibile se abbiamo un linguaggio condivisibile, se abbiamo fiducia reciproca, se abbiamo un qualcosa da condividere. Scrivere per raccontarvi la mia vita alla finestra. Perché alla finestra? Perché io guardo, osservo e non sempre posso condividere la vita di tutti. A volte mi sento in gabbia, altre volte mi sento affacciato ad un balcone, altre volte dietro i vetri chiusi. Posso cercare un perché. Ma io lo so il perché. Un perché difficile? Sì, spesso sì, molto. Difficile farsi capire. Poi difficile doversi sempre giustificare.
Continua a leggere qui.
Carlo Cuppini, “Il mistero delle meraviglie scomparse”
Recensione di Giovanni Agnoloni
Carlo Cuppini, Il mistero delle meraviglie scomparse, Marcos y Marcos, 2021
Questo, che non è l’esordio, ma senza dubbio il libro finora più importante di Carlo Cuppini, narratore e poeta urbinate ma fiorentino di adozione, è proposto come un libro per bambini, ma di fatto è un’indagine e un percorso trasformativo rivolto anche ai lettori adulti. La storia ruota intorno a uno di quegli inciampi del destino che spesso segnano la transizione in un nuovo ordine di cose – più o meno come il tempo infausto in cui, negli ultimi diciotto mesi, ci siamo ritrovati a vivere (prima analogia significativa con il presente, per un’opera scritta prima della “pandemia”). E il fatto spiazzante è questo: i monumenti di Firenze sono spariti. Qualcuno, nello spazio di una notte, li ha presi e portati via – verranno poi ritrovati sparsi in varie parti del mondo, arrivati lì non si sa come. Continua a leggere
“Il portiere di Astrachan’. Voli e cadute di Rinat Dasaev”, di Romano Lupi
Pubblichiamo qui un estratto de Il portiere di Astrachan’. Voli e cadute di Rinat Dasaev, di Romano Lupi (ed. Fila 37)
“Il portiere della Repubblica”
Contrariamente a quanto molti possano immaginare, i primi passi nel mondo del calcio Dasaev cominciò a muoverli sì in Unione Sovietica, ma non in una di quelle metropoli in cui il futból si era da tempo consolidato. Iniziò, infatti, ad Astrachan’, città adagiata sul ciglio del fiume Volga dove un tempo transitava la Via della Seta. Luogo dagli inverni rigidi e dalle estati torride, in passato capitale del Khanato di Astrachan’, stato feudale tartaro fondato nel 1466 in seguito alla frammentazione del Khanato dell’Orda d’Oro. Un posto lontano (non solo geograficamente) dai potentati calcistici delle capitali delle repubbliche sovietiche ma storicamente molto vicino al legame che la cultura russa ha stretto da qualche decennio con la figura del portiere. Continua a leggere
Piccoli Maestri: intervista a Carola Susani
Tra le molte iniziative per dare opportunità di sviluppo e sostegno a ragazzi e bambini in età scolare, spicca senz’altro quella dei Piccoli Maestri ? sottotitolo “una scuola di lettura per ragazzi e ragazze” ? nata una decina di anni fa durante una riunione del gruppo Generazione TQ, su proposta di Elena Stancanelli, che ne è presidentessa. L’idea era quella di seguire le orme di altri progetti portati con successo avanti all’estero (Dave Eggers in US e Nick Hornby in UK) e proporre delle letture di libri amati a un pubblico di giovani. Nessuna lezione o cattedra, ma al contrario una pura trasmissione di emozione e passione.
“Piccoli Maestri” ? si legge sul sito ? “è un’associazione di scrittori e scrittrici. Andiamo nelle scuole a raccontare e leggere libri. Quelli più belli, imprescindibili, quelli che non vogliamo siano dimenticati. È il nostro regalo, un modo speriamo per contagiare l’amore per la lettura, che tanto i libri – poche chiacchiere! – non finiranno mai.” Continua a leggere
Anticorpi letterari
Dorature

di Barbara Pesaresi
Dorature è un bellissimo blog che si occupa d’arte, precisamente di illustrazione, curato da
Silvia Paccassoni. Come scrive l’autrice: “l’illustrazione sa illuminare anche i luoghi d’ombra e sa rivelare. Dorature è questo: uno spazio in cui si raccontano storie dell’antico mestiere dell’illustrare, vicende e creazioni di donne e uomini, illustratrici e illustratori, di cercatori e collezionisti straordinari, di libri, mostre e musei”.
E poiché proprio in questi giorni si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini, vi invito alla lettura dell’articolo che Silvia ha pubblicato sul suo blog dal titolo Il viaggio di Giulietta e Federico
La lettrice sognatrice

di Barbara Pesaresi
La lettrice sognatrice è un blog tenuto da una giovanissima donna di appena quattordici anni, Sara Ciafardoni. Sara è una appassionata lettrice e scrive bellissime recensioni.
Poco prima di Natale è uscito il suo primo romanzo, Con tutto l’amore che so, edito da Terra Santa. Qui e qui troverete recensioni al libro.
Non aggiungo altro e invito chi ancora non conoscesse Sara a visitare il suo blog, sono sicura che ne rimarrà incantato come è successo a me.
“Incendio nel bosco”, di Marco Candida
Marco Candida, Incendio nel bosco, Tarka Edizioni 2019, collana “Appenninica”
Recensione di Marisa Salabelle
Incendio nel bosco, di Marco Candida, è la seconda uscita della collana “Appenninica” di Tarka. Una collana lanciata dall’editore toscano e curata da Paolo Ciampi e Marino Magliani, con l’intenzione di raccontare l’Appennino, questa spina dorsale dell’Italia, nei suoi molteplici aspetti. Continua a leggere
Laura Guglielmi, “Le incredibili curiosità di Genova”
Estratto da Le incredibili curiosità di Genova. Uno sguardo curioso su più di mille anni di storia della Superba, di Laura Guglielmi (ed. Newton Compton, 2019)
RINA, LA TIGRE DI GONDAR E LA SUA CASA CHIUSA IN VICO LEPRE
Immaginiamo una studentessa ventenne, che vive in un carruggio nascosto del centro storico, nella seconda meta? degli anni Ottanta del Novecento. A pochi passi da via Garibaldi, Strada Nuova, con i suoi palazzi un po’ cadenti, non ancora rimessi a nuovo, non ancora patrimonio Unesco. Vico Angeli corre giu? in discesa, fa angolo con Palazzo Rosso, non c’e? nessun negozio, in strada solo loro, le puttane. Lucia, la capa del vicolo, sta sempre in strada, dirige il traffico, ha tante ragazze negli appartamenti all’interno dello stabile da lei governato con un piglio da marescialla. Per ogni prestazione chiede cinquantamila lire, venticinquemila per le ragazze e venticinquemila per se?, che servono anche per la manutenzione degli appartamenti e tante altre piccole cose, come pagare Oscar che vigila pronto a scattare in caso di pericolo.
La studentessa vive in una soffitta che sbuca fuori dai tetti. Non c’e? voluto molto tempo per conquistare il cuore di Lucia. Con gli anni e? diventata la sua portinaia, ritira la posta o la scheda elettorale, le regala piccoli mobili di un certo valore, recampati chissa? dove. E soprattutto la difende dai clienti importuni. E se qualcuno ci prova con la studentessa, Lucia alza la voce e lo caccia via in malo modo. Continua a leggere
Intervista a Sara Bini: “I figli di Lilith”
Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni
I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna (Lilit Books) è un libro di grande spessore, opera di Sara Bini, scrittrice, cantautrice ed esperta di lingua e letteratura tedesca (e non solo), nato come tesi universitaria di ricerca e divenuto un saggio accademico – e sia pur scritto in un linguaggio accessibile e invitante per tutti i lettori – imperniato sul poema di Isolde Kurz (da lei tradotto e commentato) I figli di Lilith. L’opera ruota attorno alla figura di Lilith, tradizionalmente considerato come “demone” (per ragioni in gran parte legate al dominio maschile sulle idee e sulla cultura, protrattosi per secoli), ma in realtà archetipo del Femminile, da intendersi come lato creativo e, in quanto tale, elemento dirompente dell’ordine “borghese” del mondo.
Entriamo più nel merito di questi temi in un’intervista con l’Autrice (rimando inoltre al video di una sua presentazione, in cui illustra nel dettaglio le tematiche trattate nel volume). Continua a leggere
Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri
Tra la Cina e Favignana: intervista a Massimiliano Scudeletti
Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni
Massimiliano Scudeletti, scrittore e documentarista fiorentino, è autore di due romanzi apparentemente molto diversi, ma – come vedremo in questa intervista – in realtà collegati da un fil rouge piuttosto evidente. Si tratta di Little China Girl. L’ombra della mafia cinese su Firenze, giallo molto particolare (Betti Editrice, 2018), ambientato nella e intorno alla comunità cinese di Firenze, e de L’ultimo rais di Favignana. Aiace sulla spiaggia (Bonfirraro Editore, 2019), recentissima uscita, imperniata sulla figura di Gioacchino Cataldo, ‘mitico’ personaggio custode dei segreti della caccia al tonno a Favignana, nell’arcipelago della Egadi.
Alessandra Angelucci: “La pazienza dei melograni”
Intervista di Giovanni Agnoloni
Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.
“Stato di famiglia”, di Alessandro Zannoni
Recensione di Giovanni Agnoloni
Alessandro Zannoni, Stato di famiglia (Arkadia Editore, 2019, collana “SideKar”)
Un autoreverse ripetuto che è un intercity nello stomaco. Così ho percepito fin dall’inizio Stato di famiglia di Alessandro Zannoni (Arkadia Editore), una raccolta di racconti imperniati sul tema (ahinoi attualissimo) della violenza più estrema, bieca e strisciante: quella che si annida in seno alla famiglia. Attraverso questa struttura a ritroso, con capitoletti interni che partono dall’ultima, terribile scena e risalgono progressivamente agli atti preparatori, alle premesse mentali e fattuali di quell’esito conclusivo, Zannoni spiega magistralmente la genesi dell’orrore, che inizia da dettagli banali nella loro “normalità” e poi, in un attimo, spiraleggia selvaggiamente verso la tragedia. Continua a leggere
“L’anno che Bartolo decise di morire”, di Valentina Di Cesare
Recensione di Francesco Improta
Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore, 2019
Prima di procedere a una disamina di questo libro credo sia doveroso spendere qualche parola per questa giovane casa editrice che nata recentemente ha già conquistato una buona fetta del mercato librario e un numero crescente di lettori con iniziative diversificate ma tutte ugualmente innovative e spregiudicate. La collana cui appartiene questa pubblicazione, “Senza rotta”, deve il suo nome a un libro inedito in Italia fino all’anno scorso, Sin Rumbo, di Eugenio Cambaceres, scrittore argentino dell’ottocento, e allude a una navigazione a vista, priva di coordinate e quindi capace di spaziare nelle più diverse direzioni. Continua a leggere
SU “AUTISMI”, DI GIACOMO SARTORI
Questo pezzo su Autismi di Giacomo Sartori (Miraggi Editore) è stato scritto e postato da Frederika Randall, in inglese, sul suo blog. La traduttrice e giornalista americana ha tradotto alcuni testi della raccolta (postati in origine su “NazioneIndiana”, e poi rivisti) per la “Massachusetts Revue” (2015), così come il romanzo dell’autore Sono Dio, di prossima pubblicazione negli Stati Uniti.
AUTISMI, RECITATIVI D’AUTORE
Autismi, stilato nel 2010 e appena pubblicato in una elegante edizione da Miraggi, è uno degli esperimenti narrativi più originali e riusciti di Giacomo Sartori. In sedici episodi separati ma tra loro interconnessi (l’editore li definisce recitativi d’autore), il testo evoca persone e luoghi tratti liberamente dalle esperienze dell’autore. Le vicende dell’io narrante disegnano una creatura tragicomica, problematica e marginale, spesso ai ferri corti con l’universo tardocapitalistico, perpetuamente disorientata dalle regole del gioco che governano famiglia lavoro e società. La sua voce è dolorosamente candida e ingenuamente poetica, e in apparenza spontanea, può ricordare l’assurdità ribelle di Samuel Beckett o l’ilarità mostruosa di Kafka. Il volume si apre con quello che è forse episodio migliore, l’ipnotico Il mio lavoro, a proposito di una strana professione che poi ricalca quella dell’autore stesso, agronomo di formazione, e specialista del suolo (una disciplina scientifica in notevole fermento di questi tempi). “Il mio lavoro consiste nel fare buche nella terra. Buche grandi e profonde, in cui ci entra comodamente una persona. Poi appunto ci entro dentro. Mi ci seppellisco, si potrebbe dire.” E il libro si chiude con disposizioni stravaganti per il fine di vita, Il mio testamento biologico: “Se nonostante questi miei disinteressati consigli, non riuscirete a svegliarmi, sopprimetemi. Fatelo con gioia, come si sfila una carota dalla terra, pensando già a mangiarla. Procedete pensando che avete il mio pieno avvallo. Ditevi che anch’io al vostro posto agirei nello stesso modo.” Continua a leggere
“Le facce del fiume”. Clemente Castelli e le sue sculture
Testo introduttivo e intervista di Oreste Verrini
C’è un piccolo borgo in provincia di Lucca, nel comune di Piazza al Serchio, fatto di sassi. Sassi per costruire le strade, per costruire le case e per abbellire. Non è inusuale, camminando in quelle stradine, incontrare un signore alto, di bianchi capelli, che con fare dinoccolato, passeggia. Siamo a Nicciano, in Garfagnana, e il signore è Clemente Castelli. Postino di professione e scultore per passione, ha abbellito il borgo di statue in arenaria. Ognuna di esse racchiude una storia, una leggenda, un desiderio.
Così l’ho conosciuto, camminando nel borgo. E sempre camminando ho conosciuto le sue opere e poi la sua storia. Non poteva rimanere ancora nascosta. Meritava di essere raccontata. Ad aiutarmi in questa avventura, Angelica Polverini, storico dell’arte e docente d’Accademia. Assieme abbiamo cercato di raccontare Clemente e il suo mondo. Le Facce del Fiume, Tarka Edizioni, è il risultato di questo lavoro. Continua a leggere
GIOVANNI NIKIFOROS, “ELIAL. IL FIGLIO DEI DUE POPOLI”
Da Giovanni Nikiforos, Elial. Il figlio dei due popoli, ed. Atene, 2016
PROLOGO
Era nato, per la seconda volta. La Terra, dopo averlo di nuovo partorito, ne ebbe paura. Il Fato l’aveva chiamata a quella gestazione, perché così era deciso che fosse.
Immani pareti di roccia riflettevano le luci emanate dall’infante, ancora fioche. La sua mente, mai del tutto sopita, si muoveva veloce, pregustando il momento in cui sarebbe riuscito a rimettersi in piedi, per non essere più abbattuto. Serviva ancora tempo, ma il tempo pare un’inezia a chi abbia riposato per ere covando propositi di vendetta. Incominciò a respirare e crescere.
Due occhi lo osservarono, poi il loro proprietario prese a risalire l’altissima scalinata quasi verticale. Si stava preparando un’epoca di dolore. Continua a leggere
TRA SUONO E PAROLA: LA MUSICA DI GANESH DEL VESCOVO
di Giovanni Agnoloni
Mi è gradito fare una riflessione sul rapporto tra suono e parola, in occasione del conferimento al Maestro Ganesh Del Vescovo del prestigioso Concorso di Composizione Michele Pittaluga 2016 nella categoria dedicata alle composizioni per una oppure due chitarre a sei corde (della durata massima di 8 minuti circa, di forma e linguaggio libero).
Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti a livello mondiale per i compositori per chitarra classica. E Ganesh è un compositore e un esecutore attentissimo alla sonorità come veicolo di espressione di contenuti emozionali e spirituali.
Ben poco, oggi, si riflette su questi aspetti, nella critica letteraria. Normalmente l’attenzione è per lo più rivolta ad aspetti strutturali e concettuali, ma a mio avviso il nucleo della ricerca poetica e narrativa, così come di quella musicale, è proprio nel suono, da intendersi come vibrazione, e dunque manifestazione energetica primordiale. Il fatto che poi questo si articoli in narrazioni (o melodie) ed evochi concetti e valori è certamente importante, ma non “fa” da solo un’opera autenticamente artistica. L’anima della stessa attinge infatti al profondo, ovvero ai territori interiori dell’autore (o del compositore), dai quali il suo vissuto personale, relazionale e culturale si riversa sulla carta con la capacità di raggiungere visceralmente il lettore/spettatore. Continua a leggere





