Archivi tag: Gesualdo Bufalino
Nicolini. Poesie, porte

visione cosmica
tra i capelli radi si intravede
la curva della terra
quel piegarsi rotondo dell’orizzonte
che non avevo mai visto
[…]
Ornithology 35. Bufalino

Bestiario
Un gallo facinoroso
è il sole dentro il tuo pugno:
fa subbuglio di piume d’oro.
Ma nella ingannevole acqua
delle tue palpebre piomba
un bruno falco, s’acquatta
un’atterrita colomba.
Una lettura di Ruderi del Tauro
di Giovanna Menegus

La poesia di Enrico De Lea – e forse in particolare quella di questo libro, pubblicato nel 2009 da L’arcolaio – non è facile né immediata. Personalmente sono riuscita a (parzialmente) penetrare la sbrecciata, petrosa fortezza dei suoi Ruderi solo dopo alcuni tentativi di avvicinamento respinti dalla loro superficie “ostica” e “basaltica”. Finché a un certo punto è scattata in me un’emozione-riconoscimento: Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto. Per un istante Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Gesualdo Bufalino
[youtube=https://youtu.be/emXgeTH0lWg]
da qui
Gesualdo Bufalino
Dedica, molti anni dopo
da “Gesualdo Bufalino, L’amaro miele”
Einaudi Editore, 1982
Lettura di Luigi Maria Corsanico
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Luciano Berio – Wasserklavier
La foto di Gesualdo Bufalino è di Giuseppe Leone
………………………………………………………………………. Continua a leggere
Nino De Vita, “Òmini”
di Manuel Cohen
Sebbene non scriva versi per canzoni e non coltivi particolarmente la musicalità e la rima, un appartato, immaginiamo anche per scelta personale, come un Roversi del Mezzogiorno, lontano dai riti dell’editoria, eppure vitale autore che in questi anni ha stampato in proprio diverse suite di versi, alcune delle quali raccolte ora in Òmini, è Nino De Vita, senza ombra di dubbio uno dei massimi poeti italiani in circolazione – sul quale sono state scritte pagine critiche memorabili, tra gli altri, da Enzo Siciliano e da Emanuele Trevi. Ricorda molto e si ispira a quella lingua dell’oralità, tanto cara a Ignazio Buttitta, la cui sopravvivenza si deve in gran parte ai cantastorie che animavano le piazze e i centri abitati della Sicilia e del Sud.
Le poesie di De Vita hanno più di qualcosa di raro, di unico, nella prosodia e nel ritmo, nell’ostensione di una rara levità, nella molta umanità e nei sentimenti espressi con misura, garbo e pudore. Sono innanzitutto lunghe, articolate narrazioni, affidate a strutture di versi pressoché brevi che ruotano intorno al settenario. Da anni l’autore scrive in questa maniera, elaborando poemetti suddivisi in paragrafi, parti infinitesime di un discorso mai finito e mai pago. È come se le strutture canoniche o quelle rastremate e minime proprie di tanta lirica neodialettale squisita e preziosa, come pure di tanta versificazione in lingua, non fossero per lui bastevoli a dire il continuum di un mondo di uomini, di vicende e di ricordi. Continua a leggere
Il miglior fabbro. Bufalino fra tradizione e sperimentazione
Università degli Studi di Catania
Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere di Ragusa
Fondazione Gesualdo Bufalino – Comiso
Convegno di studi
Ragusa-Comiso, 11-12 aprile 2013
PROGRAMMA
11 aprile, Auditorium di S.Teresa, Ragusa Ibla
ore 9.30
– Nunzio Zago (Università di Catania): Introduzione
– Gualberto Alvino (Università di Roma La Sapienza): Effetto ikebana
– Alessandro Cinquegrani (Università Ca’ Foscari di Venezia): Un personaggio chiamato Orfeo, Narciso, Edipo Continua a leggere
Gualberto Alvino. *La parola verticale. Pizzuto, Consolo, Bufalino*, Loffredo Editore 2012
Prefazione di Pietro Trifone:
Sembra che nell’orizzonte della scrittura contemporanea non possa più trovare un posto di rilievo il tradizionale lavorio della forma, la ricerca dell’espressione nobile e ornata. Messa in crisi dalla lingua di plastica e dallo stile semplice, dalle frasi fatte e dall’insolenza gratuita, dagli sms, dai tweet e dai post, la parola inusitata e difficile — la parola verticale, maestosa e impervia come una parete dolomitica — viene ormai considerata quasi alla stregua di un presuntuoso rompiscatole da tenere a debita distanza. Sorte non dissimile è toccata alla callida iunctura dei nostri cari e ormai polverosi manuali di retorica, la combinazione di parole insieme raffinata, estrosa e pregnante. Continua a leggere
Charles Baudelaire, da: Les fleurs du mal
SPLEEN
Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;


