Archivi tag: Thomas Stearns Eliot

Mercoledì delle ceneri, di Thomas Stearns Eliot

 

a cura di Giorgio Stella

IV

Colei che camminò fra viola e viola
Che camminò
Fra i diversi filari del variato verde
In bianco e azzurro procedendo, colori di Maria,
Parlando di cose banali
In ignoranza e scienza del dolore eterno
Che mosse in mezzo agli altri che già stavano andando
Che allora fece forti le fontane e fresche le sorgenti

Rese fredda la roccia inaridita e solida la sabbia
In blu di speronella, blu del colore di Maria,
Sovegna vos

Ecco gli anni che passano in mezzo, portando
Lontano i violini e i flauti, ravvivando
Una che muove nel tempo fra il sonno e la veglia, che indossa

Luce bianca ravvolta, di cui si riveste, ravvolta.
Passano gli anni nuovi, ravvivano
Con una splendida nube di lacrime, gli anni, ravvivano
La rima antica con un verso nuovo. Redimi
Il tempo. Redimi
La visione non letta nel sogno più alto
Mentre unicorni ingioiellati traggono il catafalco d’oro.

La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro
Fra gli alberi di tasso, dietro il dio del giardino,
Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola

Ma la sorgente zampillò e l’uccello cantò verso la terra
Redimi il tempo, redimi il sogno
La promessa del verbo non detto e non udito

Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso

E dopo questo nostro esilio

Ornithology 51. Eliot

ELIOT.jpg

Cape Ann

Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
Continua a leggere

“NEGHENTOPIA”, DI MATTEO MESCHIARI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Matteo Meschiari, Neghentopiaed. Exòrma, 2017

Neghentopia di Matteo Meschiari è un romanzo – perché di un romanzo, al di là di un momentaneo dubbio, si tratta – spiazzante e pluridirezionale. È storia ricca, a più strati e farcita di atmosfere e allusioni composite. Scritto sotto forma di sceneggiatura (o quasi), guida il lettore in un’esperienza fortemente visuale, attraverso dialoghi serrati, descrizioni ad altissima densità poetica e riferimenti musicali e cinematografici.

Il libro racconta un tratto cruciale della vita di Lucius, un ragazzo che viaggia per terre selvagge in compagnia – l’unica a essergli rimasta – di un passero, un’entità tra il fisico e il “demonico”, che, come una sorte di drone-spirito guida, gli fa da battistrada e risponde alle sue domande, che riguardano il passato e il futuro, entrambi tinti di morte.

Lucius ha frequenti svenimenti, dimentica o fraintende spesso i fatti che si sono verificati e non riesce a essere totalmente presente. È accaduto qualcosa; qualcosa che ha svuotato la sua coscienza del qui e ora, riducendolo a una lotta serrata e senza pietà, in attesa di un esito che appare irrimandabile. Intanto, alle spalle, preme una mostruosa manifestazione dell’archetipo junghiano dell’Ombra, paradossalmente fedele quanto l’amico volatile. Continua a leggere