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Guglielmo APRILE, Appunti eoliani. Nota di Giovanni Nuscis

Guglielmo APRILE

APPUNTI EOLIANI

FARA EDITORE 2024

 

“Ha un’anima la pietra”, titola la prima sezione della bella raccolta poetica di Guglielmo Aprile; titolo emblematico, e premessa del libro, asserzione che spiega, tra le altre cose, l’invocazione degli ultimi versi: Pietre guerriere, insegnatemi voi / a resistere ai venti e al loro oltraggio, / voi più longeve del mio breve sangue; / e che mi sia il vostro orgoglio da esempio, / infondete anche in me un po’ del coraggio / con cui sfidano i vostri corpi il tempo. Continua a leggere

Lo stato dell’arte. Guglielmo Aprile

Nell’India dell’età Gupta (IV-VI sec. d.C.), si assegnava all’arte il compito di rendere l’uomo consapevole del divino insito in lui, e dell’esistenza di un potere invisibile di cui tutti i fenomeni tanto fisici quanto psichici sarebbero manifestazione; se nel cuore della natura umana vi è un nucleo atemporale, non scalfibile dal mutare delle condizioni storiche, tale finalità non dovrebbe considerarsi obsoleta nemmeno oggi: lo sguardo poetico sul mondo rimanda, anche in maniera inconscia, all’intuizione di una coscienza trascendente (il “Sé di tutti gli esseri”, secondo il Bhagavad-Gita), sullo sfondo della quale le multiformi apparenze danzano, simili a immagini variopinte ricamate sul velo sempre ondeggiante di Maya. Continua a leggere

La parola ai poeti. Guglielmo Aprile


Imparai a fare versi
osservando le onde; intuii l’essenza del ritmo dal movimento delle acque – perfetta rappresentazione del divenire già agli occhi di Eraclito. Ma è necessario guardare ancora più indietro nei millenni, se si cerca una spiegazione al gratuito e misterioso gioco che alcuni di noi si ostinano a intrattenere maneggiando parole e combinandole su un foglio a imitazione dei disegni delle costellazioni. Continua a leggere

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Guglielmo APRILE. Il talento dell’equilibrista.

Guglielmo APRILE

Il talento dell’equilibrista

Giuliano Ladolfi Editore (2018)

 *

 

Visione adulta

 

Se un tempo  amammo

non serve ricordarsene, oggi

che le grandi abetaie del Cretaceo

sono spente, sepolte

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Guglielmo APRILE “Nessun mattino sarà mai l’ultimo”

Pianeta sacro

Ogni singola vita non è che una nota
dell’unica sinfonia che risuona
nel cavo di una conchiglia, nelle basse
frequenze percepite dai radiotelescopi
e nei richiami che le orche si scambiano
misurando in banchi, anno dopo anno,
le acque dei due emisferi, per andare
ad amarsi al largo delle coste
del Labrador o della Terra del Fuoco: Continua a leggere