Archivio mensile:Ottobre 2024

Giorgio Stella, L’elmo

L’ elmo sembra una cicala di vento sulla scala a chiocciola del D N A nel firmamento oppure la crociata di una vendemmia dove con l’uva si è fatta una trasfusione di sangue matura – guarda l’elmo non la corazza lo scudo potrebbe tradirti e stringi i denti, stretti, se non puoi calzarlo ora: l’elmo è una corona una briciola di bucato steso nella spada della santa-acqua che // non ha più nemici // nei volti degli // specchi – arrotolati nei medesimi vetri. Batti bacca la grancassa! La Pisside a ciclo di baracca. E poi ripassa. ————————————- 21/10/2024

Gino Scartaghiande su Notte di morte e di splendore, di Luigi Rigoni

 

 

Foto © Luigi Ciminaghi/Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, tratta da: Livia Cavaglieri, «Uno spettacolo esemplare: Splendore e morte di Joaquín Murieta di Chéreau/Neruda al Piccolo Teatro (1970)», Mimesis Journal [Online], 6, 2 | 2017)

 

(Una pentalogia nerudiana: Puccini, Neruda, Chéreau, Troisi, Rigoni)

(Di Luigi Rigoni, Modena 1965-Modena 2017, attore, poeta e scrittore dell’avanguardia teatrale romana, l’editore IBUC ha già pubblicato nel 2022 Il poema di As. Ora lo stesso editore ha appena dato alle stampe Luigi Rigoni, un attore e letterato modenese al centro dell’avanguardia romana, con quattro testi di Rigoni e contributi, oltre al mio, di Pippo Di Marca e Marco Palladino, che verrà presentato il 29 ottobre, h. 18,00, al Teatro degli Scrittori, lungotevere Mellini 33, Roma) Continua a leggere

Minaccia pioggia, di Giorgio Stella

/Minaccia pioggia/- chi minaccia la pioggia? La mano tesa nella questua data in Briciole di //#Conchiglie# che del mare non ne vogliono sapere – minaccia pioggia, lo scudo e l’elmo sul faro adulto dell’ immensa infanzia, un latrato di tronco nella quercia – del rimpianto il rimorso per entrambi a sé medesimi sangui.

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Ottobre, di Enrico Fraccacreta

Ottobre, me lo dici tu perché i ciclamini dormono ancora?
certo la terra non si è liberata dal caldo
dell’estate torrida di quest’anno,
è così che anche tu ti allontani?
forse è stata troppo fredda la mia atmosfera
in questi ultimi tempi.
Soffriamo le stagioni eccessive
i nostri stati d’animo si gonfiano di colpo
alla prima frottola burrascosa,
la pioggia siglerà una specie di armistizio
tra noi, l’aria e i ciclamini.
La pioggia che fa parlare i sordi e i germogli
stuzzica la spinta decisiva al fusto sotterraneo
distende i nostri nervi, cade in terra feconda
dopo aver sgocciolato a lungo sui nostri sorrisi,
decide il colore dei nuovi ciclamini
noi li vedremo tutti bianchi
salendo sempre più in alto
sino al cuore di dicembre,
l’anno scorso, ti ricordi? Scoprimmo i pulcini
fare le moltiplicazioni, io non ci credevo
troppo perso a contare la polvere
non vedevo le onde traslucide nell’aria,
troppo poco so ancora del silenzio
anche se vado tutti i pomeriggi a lezione
dallo sparviero sul filo del telefono alla Motta del lupo,
mi guarda come un arciduca e stiamo lì un paio d’ore
le sue orgogliose piume mosse dal vento
prima del tramonto, quando d’un tratto si alza
va via senza rumore senza neanche salutare
per chissà quali strade della notte
con l’ultimo sguardo che è già un appuntamento. Continua a leggere

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Lirico terapia. Fabio Pusterla

Al castello

Dentro le cose, al nocciolo dei giorni,
tira un vento impetuoso. Sulle pietre
lise della cucina scorre l’acqua, nella casa
scricchiola il legno, l’ora;
fuori, la notte, un uomo che non vedi
strascina il proprio sacco di fatica:
foglie secche. Ci osservano
le cose, il loro immobile
resistere a quel vento. Alari, mensole.
Una scintilla pazza
imbocca la sua gola di camino
e poi scompare.

da Le cose senza storia

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Fra voi non sia così

«In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore (diàkonos), e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo (doùlos) di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». [Mc 10,35-45] Continua a leggere

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Postile alla poesia, di Maurizio Soldini 4. La voce dei poeti

In questo nuovo appuntamento, il quarto, con la Rubrica Postille alla poesia, ho ritenuto necessario divagare dalla lettura dei singoli poeti, per affrontare un discorso più generale che riguarda la voce dei poeti che ha sempre avuto una certa risonanza tra la gente nel corso dei secoli e queste voci si sono sempre fatte sentire e comprendere e quindi hanno appassionato e anche scosso i popoli. 
Hanno urlato col canto, i poeti, più che le proprie ragioni, i propri sentimenti, questi sì. E le persone hanno sempre avuto maggior facilità a comprendere i poeti che non i filosofi e gli scienziati; e meno che mai i retori e i politici. Si pensi ad esempio al Cantico dei cantici, che con la sua voce poetica incanta ancora oggi il lettore con il rimando attraverso il canto al tema dell’amore colto nella sua più profonda dimensione antropologica. Continua a leggere

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Sara FRUNER, La rossa goletta. Recensione di Antonio Fiori

Sara FRUNER

La rossa goletta

Crocetti, 2024

pp 200, E. 17,00

 

La goletta, nell’importazione dal francese, è un pesce – la nostra rondinella di mare, mentre nella più nota accezione è un piccolo veliero, apprezzato per la navigazione veloce.

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Cinema e poesia. La silenziosa poeticità del quotidiano. “Paterson” vs “Perfect Days”


 

 

 

di Raffaela Fazio

La mia premessa è scontata: le riflessioni che seguono non sono né specialistiche, né universali. Sono spunti che argomenterò con gli strumenti di cui dispongo: osservazione e gusto personale. Vorrei parlare brevemente di due film che hanno tentato, a mio parere, di veicolare un messaggio simile: portare alla luce, in contrasto con la frenesia del mondo contemporaneo, la silenziosa poeticità del quotidiano che si ripete, rinnovandosi, nelle piccole cose e nei gesti umili, senza effetti speciali e senza colpi di scena. Ritengo però che gli esiti siano diversi. Mi soffermerò maggiormente sul film che decisamente preferisco, “Paterson” (del 2016, scritto e diretto da Jim Jarmusch, con Adam Driver), entrando meno nel dettaglio di quello che è più ampiamente conosciuto (e apprezzato) dal pubblico italiano, “Perfect Days” (del 2023, diretto da Wim Wenders, con K?ji Yakusho). Il protagonista di “Paterson” è Paterson, autista di autobus a Paterson, cittadina del New Jersey; vive con la moglie Laura e con il loro cane Marvin e ha la passione della poesia. Il protagonista di “Perfect Days” è Hirayama, che vive da solo e lavora come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo; ama la musica, i libri e fotografare gli alberi. Continua a leggere

Disegnando “Il bambino e le isole”

Marco D’Aponte, Roberta Poggio, che ringrazio, e io abbiamo ragionato, lui con i colori e la matita, Roberta e io con le parole, a una brevissima traduzione in immagini, alcune ancora semplici bozze, del mio romanzo Il bambino e le isole (Un sogno di Calvino) edito da 66th&2nd.
Per visualizzare meglio le immagini, cliccateci sopra e le vedrete ingrandite.

Gino Rago su Avraham Ben Yitzhak  

Alla scoperta di un unicum nella Storia della politica e della letteratura occidentali del ‘900, ossia, Avraham Ben Yitzhak, il quale, per la poetessa Lea Goldberg:« Fu il primo poeta ebraico il cui orologio non indicava l’ora soltanto agli ebrei, ma scandiva il tempo della letteratura mondiale».

a cura di Gino Rago

Avraham Ben Yitzhak, Poesie, con un saggio di Lea Goldberg,
Ed. Portatori d’Acqua, Urbino, pp. 224, € 14,00
(Traduzione e cura di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen

Questo libro è la storia del poeta Avraham Ben Yitzhak che, con appena undici poesie pubblicate in vita, cambiò la storia della letteratura occidentale, ed è anche la vicenda umana e letteraria del “Dottor Sonne”, il quale, con la sua erudizione e con i suoi silenzi epici, al Café Museum di Vienna influenzò fino al 1938, anno dell’annessione dell’Austria da parte dei nazisti e di Hitler, scrittori e artisti come Hermann Broch, Elias Canetti, James Joyce, Arthur Schnitzler, Robert Musil, Hugo von Hofmannsthal,  il musicista Arnold Schönberg e il pittore Georg Merkel.  Continua a leggere

Frammenti di Cinema # 81

di Pasquale Vitagliano

Nel film Mank (sulla vita dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz) del 2020 di David Fincher viene raccontato l’apologo della scimmietta e dell’organetto. Porta un vestitino rosso e legata ad una catena dorata balla. Devo essere proprio brava – pensa – se tutti restano a vedermi danzare. Sono proprio fortunata, solo io porto questa collana e se non ci fossi io questo poveraccio che mi accompagna morirebbe di fame. Chissà se Cita, la scimmia di Tarzan – il primo film della saga è Tarzan l’uomo scimmia del 1932 diretto da W. S. Van Dyke –, fosse consapevole di essere diventata famosa quanto l’uomo della giungla. Sicuramente lo intuisce in qualche modo King Kong –   un anno dopo, nel ’32 inizia la saga del gorilla gigante con il film diretto da Marian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack –, tanto che questa debolezza lo porterà alla distruzione. Può essere considerato il capostipite degli animali mostri nel cinema fino a Godzilla – che appare nel 1954 con il film del giapponese Ishiro Honda – e al T-Rex di Jurassic Park (1993) di Steven Spielberg. Mostruosa ma del tutto reale è un’altra sua creatura, Lo squalo girato nel 1975. Di recente, il film è stato addirittura accusato dalla cultura woke, quella del politicamente corretto, di aver diffamato un animale ignaro. Terrificanti sono anche Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock. Ma al momento nessun animalista si è sollevato contro questo capolavoro.

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