di Raffaela Fazio
La mia premessa è scontata: le riflessioni che seguono non sono né specialistiche, né universali. Sono spunti che argomenterò con gli strumenti di cui dispongo: osservazione e gusto personale. Vorrei parlare brevemente di due film che hanno tentato, a mio parere, di veicolare un messaggio simile: portare alla luce, in contrasto con la frenesia del mondo contemporaneo, la silenziosa poeticità del quotidiano che si ripete, rinnovandosi, nelle piccole cose e nei gesti umili, senza effetti speciali e senza colpi di scena. Ritengo però che gli esiti siano diversi. Mi soffermerò maggiormente sul film che decisamente preferisco, “Paterson” (del 2016, scritto e diretto da Jim Jarmusch, con Adam Driver), entrando meno nel dettaglio di quello che è più ampiamente conosciuto (e apprezzato) dal pubblico italiano, “Perfect Days” (del 2023, diretto da Wim Wenders, con K?ji Yakusho). Il protagonista di “Paterson” è Paterson, autista di autobus a Paterson, cittadina del New Jersey; vive con la moglie Laura e con il loro cane Marvin e ha la passione della poesia. Il protagonista di “Perfect Days” è Hirayama, che vive da solo e lavora come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo; ama la musica, i libri e fotografare gli alberi. Continua a leggere


