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Vincenzo Cardarelli

 

a cura di Giorgio Stella

Alla morte

Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell’ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell’orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all’amante traditrice,
non vogliamo riceverla da intrusa,
né fuggire con lei.
Troppe volte partimmo
senza commiato!
Sul punto di varcare
Lin un attimo il tempo,
quando pur la memoria
di noi s’involerà,
lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
concedici ancora un indugio.
L’immane passo non sia
precipitoso.
Al pensier della morte repentina
il sangue mi si gela.
Morte, non mi ghermire,
ma da lontano annunciati
e da amica mi prendi
come l’estrema delle mie abitudini.

Massimiliano Boni, Arlecchineschi (LIC)

di Fabrizio Centofanti

Massimiliano Boni, Arlecchineschi, Appunti per ritratti, o, pirandellianamente, ritratti da farsi. Cardarelli, Alvaro, Bologna, Edizioni Italiane Moderne, 1983, pp. 279.

Vincenzo Cardarelli: troppo moralista o troppo formalista, poeta o prosatore, reazionario o intelligente profeta del genio tradizionale italiano, vuoto parolaio o rivalutatore attento dell’arte retorica come “lavoro di scelta, di rigore, di pazienza”. Sono, questi, solo alcuni tra i molti giudizi e motivi contrastanti che si susseguono e rimandano l’un l’altro nell’ultimo libro di Massimiliano Boni, che presenta e sviluppa, con un analogo metodo di analisi, anche la sezione dedicata alla parabola poetica di Corrado Alvaro; ove è dato riscontrare, tra l’altro, nodi problematici affini a quelli del più anziano scrittore di Tarquinia. Continua a leggere

La poesia della settimana. Vincenzo Cardarelli. 4

Attesa

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.

Poesia d’amore del 900, Milano, Mondadori 2006, p. 213.

Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere