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Rainer Maria Rilke

 

a cura di Giorgio Stella

Pietà

Cosí rivedo i tuoi piedi, Gesú,
ch’erano piedi giovinetti quando
ansiosi li spogliavo e li lavavo;
com’erano confusi in mezzo ai miei capelli,
come bianchi animali selvatici tra spini.

Cosí la prima volta in questa notte amorosa
vedo il tuo corpo che non seppe amore.
Noi non ci coricammo mai vicini
e ora è tempo soltanto di ammirare e vegliare.

Ma vedi, son piagate le tue mani -:
Amato, non da me, non dai miei morsi.
A me sola il tuo cuore doveva esser dischiuso:
ora è aperto ed ognuno vi può entrare.

Ora sei stanco e la tua bocca stanca
non ha voglia della mia che dolora-.
Gesú, Gesú, quando fu la nostra ora?
Ed in che modo strano tutti e due ci perdiamo.

Rainer Maria Rilke

a cura di Giorgio Stella

Nascita di Cristo

Semplice tu sei; come altrimenti
verrebbe a te ciò che notte accende?
Guarda: quel Dio irato con le genti
mite si fa in te e nel mondo scende.

Lo ideò più grande la tua mente?

Che è grandezza? I metri risoluta
interseca e azzera la Sua sorte;
per gli astri la via è più inavveduta.
Vedi questi grandi re in coorte?

Trascinano al grembo tuo le scorte

che grandi essi stimano in valore;
forse a questi doni tu stupisci;
ma guarda! é fin d’ora superiore
chi in pieghe del manto custodisci.

Se ambre d’oltremare a ori unisci,

e a un disfarsi in aromi di piante
che si spande ed i sensi imprigiona:
tutto questo non è che un istante
e rammarico infine cagiona.

Ma (tu lo vedrai) gioia Lui dona.

Etty e Rainer, di Raffaela Fazio

SPAZIO INTERIORE DEL MONDO 
Etty Hillesum e Rainer Maria Rilke (trad. Raffaela Fazio)

Rainer Maria Rilke
Spazio interiore del mondo/ Weltinnenraum (1914)

Quasi ogni cosa ci invita a un legame
e ogni svolta sussurra: Rammenta!
Il giorno che incuranti oltrepassiamo
si rivela dono un secondo momento.

Dei nostri averi chi tiene il registro?
Chi ci separa dal tempo passato?
Che cosa abbiamo dall’inizio imparato,
se non che l’uno si specchia nell’altro,

che in noi s’accende ciò che era indifferente?
O casa, luce serale, discesa erbosa,
quasi visibile lo rendi all’improvviso
e ci abbracci abbracciata, a noi aderente.

Un solo spazio unisce i viventi:
spazio interiore del mondo. Un volo silenzioso
ci attraversa. Di crescere desideroso,
guardo fuori, e in me l’albero spunta.

Sono in pensiero, e in me è la dimora.
Io mi proteggo, e in me è la protezione.
Eccomi amato: della bella creazione
in me l’immagine, piangendo, si consola. Continua a leggere

Lirico terapia, Rainer Maria Rilke


Giorno d’autunno

Signore: è tempo. Grande era l’arsura.

Deponi l’ombra sulle meridiane,

libera il vento sopra la pianura.

 

Fa’ che sia colmo ancora il frutto estremo;

concedi ancora un giorno di tepore,

che il frutto giunga a maturare, e spremi

nel grave vino l’ultimo sapore.

Chi non ha casa adesso, non l’avrà.

Chi è solo a lungo solo dovrà stare,

leggere nelle veglie, e lunghi fogli

scrivere e incerto sulle vie tornare

dove nell’aria fluttuano le foglie.

Una preghiera laica di grande suggestione. Quel vento liberato ricorda da vicino i segreti della vita spirituale.

Lirico terapia. Rainer Maria Rilke.


da
Sonetti a Orfeo

1,3

Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come

potrà seguirlo sulla lira impari?

Discorde è il senso. Apollo non ha altari

all’incrociarsi di due vie del cuore.

 

Il canto che tu insegni non è brama,

non è speranza che conduci a segno.

Cantare è per te esistere. Un impegno

facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?

 

Quando astri e terra il nostro essere tocca?

O giovane, non basta, se la bocca

anche ti trema di parole, ardire

 

nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.

In verità cantare è altro respiro.

E un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.

La poesia è un’arte difficile, divina. Come dirlo meglio di Rilke? I versi scritti dal genio sembrano far parlare da sola la realtà.

La poesia della settimana. Rainer Maria Rilke

È l’ora! Mi sfiora
un tocco metallico e chiaro:
i sensi tremano. Sento di farcela –
e afferro il giorno, la sua molle creta.

Era incompiuto il mondo prima
che lo guardassi e fermo il divenire.
Ora il mio sguardo è maturo, e ogni cosa
cede al suo volere: è una sposa.

Amo persino la più piccola.
La dipingo immensa su sfondo d’oro,
la innalzo e non so a chi
schiuderà l’anima…

[Rainer Maria Rilke, da Il libro d’ore,
Das stunden buch, in Rilke, Vita, poetica, opere scelte, Il Sole 24 ORE, 2008]

“L’attenzione” di Angelo Andreotti

COVER_Angelo_Andreotti_L_attenzione

«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle cose, attraversa oblio, perdita e lontananza per restituirli, il sé e le cose tutte, in una «dizione piana e meditativa» modulata da «figure d’ombra», «presenze lievi e discrete», come scrive nella bella prefazione Antonio Prete.
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Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 4

[youtube=https://youtu.be/BjpRc5FyceY]

da qui

Rainer Maria Rilke
Canto d’amore
dalle “Nuove Poesie”, in “Liriche scelte e tradotte da Vincenzo Errante”, Sansoni, 1941
Liebes – Lied / “Neue Gedichte”, Insel-Verlag, Leipzig, 1907

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Immagine: Scultura di Yves Pires
Scriabin 24 Preludes Op.11 – No.12 in G sharp minor

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Franco Di Giorgi, Una lettura dell’Ottava Elegia duinese

Les choses ne sont pas cachées – elles sont évidentes. Ce sont nos yeux qui sont voilés, épais, chargé de mémoires, d’a priori qui défigurent ce qui est devant notre visage. (Jean-Yves Leloup, commento al quinto lòghion del vangelo di Tommaso: Gesù diceva: Riconosci ciò che è dinanzi al tuo volto).

Una lettura dell’Ottava Elegia duinese
di Franco Di Giorgi

Sia in alcuni scritti critici ed estetici raccolti in Del poeta (Einaudi, Torino 1948) sia soprattutto nell’Ottava delle sue celebri Elegie duinesi Rainer Maria Rilke scopre nell’occhio umano quella specie di limite che un secolo prima Novalis aveva individuato all’interno dell’intelletto. Un limite visivo che, come un destino (Schicksal), non consente all’uomo di poter vedere l’esterno (draußen) e soprattutto quello che egli chiama das Offene, l’Aperto. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 3

[youtube=https://youtu.be/9J_-4GYu2Qo]

da qui

Rainer Maria Rilke
Infanzia (Kindheit)
dalle “Nuove Poesie”, in “R. M. Rilke, Poesie II [1908-1926]”,
Biblioteca della Pléiade, Einaudi-Gallimard, Torino, 1994
Traduzione di Giacomo Cacciapaglia
da “Neue Gedichte”, Insel-Verlag, Leipzig, 1907

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Vincent d’Indy
dalla Sonata per violino e pianoforte Op. 59

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Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 2

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=-OPsERM-DKA&feature=youtu.be]

da qui

a cura di Luigi Maria Corsanico

 

Rainer Maria Rilke

Annunciazione  (Le parole dell’Angelo)

Verkündigung / Die Worte des Engels

Il libro delle immagini (Das Buch der Bilder, 1902) che apparve poi in nuova edizione ampliata nel 1906.

Traduzione di Giaime Pintor Continua a leggere

don Mario

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=SC4eReDhUiU]

da qui

Ma che ne sanno della nostra storia?
Tutti pronti a pretendere risposte,
Presenze di facciata, cartellini
Da timbrare, all’ora esatta. Ma noi due
Non abbiamo scadenze da onorare,
Siamo sospesi al filo dei ricordi,
Inseparabili, come tu fossi
Ancora in questo tempo, in questa stanza,
Unico al mondo, unico nel cielo
A parlarmi di Dio come Gesù.

Rainer Maria RILKE – Poesie

Un vento di primavera

Con questo vento viene destino; lascia,
lascia che venga tutto ciò che preme, cieco,
di cui noi arderemo -; tutto questo.
(E resta immobile perché ci trovi).
Porta il nostro destino questo vento.

Da chi sa dove questo vento nuovo,
sbandando sotto il peso di cose senza nome,
porta sul mare quello che noi siamo.

…Oh, se lo fossimo. Saremmo a casa.
(Vedremmo scendere e salire in noi i cieli).
Ma ogni volta con questo vento passa
il destino oltre di noi immenso.

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Rainer Maria RILKE – Requiem per un’amica

rainer maria rilketomba di rilke

                                                 “Rose, oh reiner Widerspruch, Lust,
                                                  Niemandes Schlaf zu sein
                                                  unter soviel Lidern”.

Rainer Maria Rilke, Requiem für eine Freundin, traduzione di Dario Borso.

              Requiem per un’amica
              (Parigi, 31/10 – 3/11 1908)

Ho morti, e li ho lasciati andare
e stupivo a vederli così in pace,
così presto accasati nella morte, così giusti,
così diversi dalla loro fama. Solo tu torni
indietro; mi sfiori, ti aggiri, vuoi
cozzare in qualcosa che risuoni di te Continua a leggere

Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere