a cura di Giorgio Stella
Senza titolo
…l’uomo che se ne va
e non si volta: che sa
d’aver più conoscenze
ormai di là che di qua…
[da Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre prosopopee (1965)]
“Proteggete il nostro
Protettore. Salvate
il Salvatore morente”.
Così predicava il Pastore
nel gelo della chiesa vuota, al lucore
dell’ultima bugia rimasta
accesa sull’Altar Maggiore.
***
Giorgio Caproni ci mette davanti a contraddizioni e aporie che richiedono una nostra decifrazione sempre ardua.
Generalizzando
Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo piú
né da chi né che sia.
Soltanto, ne conserviamo –
pungente e senza condono –
la spina della nostalgia.
***
Senza parere, Caproni mette nero su bianco un dato d’importanza capitale: siamo dono. Solo qui si trova il senso della vita, che porta con sé la possibilità di essere felici. Al di fuori di questo, c’è solo nostalgia.

Caproni. Il mio Enea, a cura di Filomena Giannotti»prefazione di Alessandro Fo postfazione di Maurizio Bettini ed. Garzanti, Milano 2020
I) Lo studio di Filomena Giannotti su Giorgio Caproni, di cui si è ricordato nel 2020 il trentennale della scomparsa, è incentrato sull’accurata riproposizione delle tante occasioni (articoli, interviste, interventi) in cui il poeta, dal ’48 all’ ’88, rievoca, con variazioni e aggiunte, il proprio «incontro» con Enea.
Ne risulta un ritratto inconsueto di Caproni, focalizzato grazie a un filo conduttore che ne sostiene unitariamente l’opera e mostra, nitidamente, un suo messaggio orientatore, risanatore per il presente.
«Un poeta profondamente in bilico» -così definì Caproni, Vincenzo Ostuni nel 2006; in bilico, «fra ripiegamento lirico e narrazione antilirica e deidentificata, fra negazione brutale e leggerezza suadente, fra novecentismo e antinovecentismo, fra nichilismo e umanesimo […]» (cfr. V. Ostuni, Flautoclarinescente, postfaz. a G. Caproni, Amore, com’è ferito il secolo).
di Giovanna Menegus

La poesia di Antonio Fiori, così apparentemente lieve, misurata e sorridente, nasce e si alimenta tutta dalla dichiarazione e consapevolezza della propria insufficienza: «patisce / perché non può sciogliere / i nodi alla gola, per quanto tenti / da sola». O più esplicitamente: «Per dirla tutta la poesia non basta». L’accettazione del proprio limite – di una sorta di dolente, vigile impotenza – la anima sottilmente, in una tensione che è tanto morale (e religiosa), quanto sensibile e sensuale, amorosa, e detta misure perlopiù brevi e composte sempre increspate dall’inquietudine, dai trasalimenti e le interrogazioni dell’umano vissuto. Continua a leggere
1. Villa Pamphili
La prima volta che vidi Giorgio Caproni fu circa trent’anni fa, a Roma (“enfasi e orina… Non è il mio ambiente, manca il paesaggio industriale a me tanto caro, manca il porto, mancano le navi”), in via Vitellia, strada che costeggia le mura di Villa Pamphili, dove vissi gran parte della mia infanzia e ogni anno tornavo, anche da lontanissimo, per venire a trovare la cara “zia Rina”. Continua a leggere
Sulle orme di OlgaIntroduce
Nicola Danti
Presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale della Toscana
Intervengono
Rosalba de Filippis
scrittrice
Andrea Malaguti
University of Massachusetts Amherst
Giuseppe Panella
Scuola Normale Superiore di Pisa
Lasciate senza nome, senza
data, la pietra bianca
che un giorno mi coprirà.
col sole, prenderà
(forse) il colore delle mie ossa
sarà,
nella sua cornice nera
la mia faccia, vera.
Preghiera
Anima mia, leggera
và a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fà un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.
Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.
Anima mia, sii brava
e và in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada Continua a leggere

Luce tu
Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.
E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere