Archivi tag: Giselda Pontesilli

POESIA E POLITICA.44. Daryush SHAYEGAN, SFIDA CONTEMPORANEA E IDENTITA’ CULTURALE

Traduzione e riduzione di Giselda Pontesilli

 

Dopo Il divenire iraniano e il passato culturale, viene qui presentato un altro articolo del filosofo iraniano Daryush Shayegan (1935-2018), Sfida contemporanea e identità culturale, tratto anch’esso da Les illusions de l’identité, la raccolta di venti articoli scritti in francese da Shayegan tra il 1974 e il 1990.

 

Sfida contemporanea e identità culturale è contenuto nella seconda parte della raccolta, intitolata Filosofia comparata, e svolge il tema, fondamentale nel pensiero di Shayegan, del dialogo millenario tra le civiltà, fino alla inedita sfida contemporanea.

 

 

SFIDA CONTEMPORANEA E IDENTITÀ CULTURALE

 

Noi parliamo della sfida contemporanea che provoca mutazioni intellettuali e artistiche in Asia; ci rammarichiamo per la perdita di identità che minaccia le civiltà tradizionali; deploriamo altresì questa vita a due piani che conduciamo, questo stato vicino alla schizofrenia in cui due livelli del sapere, appartenenti a due modalità di essere, si urtano per produrre spesso comportamenti irriflessi e reazioni imprevedibili; in cui lo spirito scientifico appare a volte tanto imbevuto di misticismo quanto quest’ultimo tende a rivestirsi di spiegazioni scientifiche. Continua a leggere

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POESIA E POLITICA. Daryush SHAYEGAN, Il divenire iraniano e il passato culturale. Traduzione e riduzione di Giselda Pontesilli

 

Daryush Shayegan

IL DIVENIRE IRANIANO
E IL PASSATO CULTURALE

 

traduzione e riduzione di Giselda Pontesilli

 

Il testo qui presentato fa parte di Les illusions de l’identité, una raccolta di venti
articoli, scritti in francese, curata dall’autore stesso, il filosofo iraniano Daryush
Shayegan (1935-2018) e pubblicata nel 1992.

Il divenire iraniano e il passato culturale è contenuto nella Prima Parte della
raccolta, intitolata Poesia e arte, e svolge, soprattutto nei paragrafi Il contatto con l’Occidente e Un’arte di transizione, due temi fondamentali nel pensiero di Shayegan: la teoria della cultura e, congiuntamente, il “Dialogo di civiltà”, per i quali egli ricevette nel 2009, insieme a Mohammad Khatami, il Premio danese per il Dialogo Globale (Global Dialogue Prize). Continua a leggere

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POESIA E POLITICA.42. Giselda Pontesilli

in Europa (a Grottaferrata)

 

Accade – non so come – che io vada

ogni sabato, a Grottaferrata.

All’Abbazia greca di San Nilo

dove ogni sabato

-non so come accada-

io mi ritrovo simile,

misurata:

arrivo ben vestita, pettinata

o scapigliata, anche,

o col giubbotto smesso

di mio fratello;

con la cartella nera a tracolla

o anche, sulle spalle,

uno zainetto gon-go del Marocco. Continua a leggere

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POESIA E POLITICA.40. Giselda Pontesilli

Europa (2025 – 2026)

 

Per la pace nel cuore d’Europa
è un Appello di Padre Zanotelli [dic. 2025]
al movimento pacifista
– alla società civile
– alla gente…

perché riempiano le piazze
e in solidarietà col popolo
dell’Ucraina, chiedano la pace, Continua a leggere

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POESIA E POLITICA.32. Giselda PONTESILLI

a EUROPA (2025)

 

 

I. paesaggio-europa

  […]

L’Europa degli orti.

[…]

Ferme le differenze di coltura,

latitudine e clima,

un’unità stilistica di vita,

se così posso esprimermi,

potentemente vi viene espressa:

composta, parca,

paziente, regolata, solidale.

(da: Orti di Armando Rudi) Continua a leggere

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Roberto Dedenaro, Il ballo delle gru

di Giselda Pontesilli

IL BALLO DELLE GRU di Roberto Dedenaro

(Vita Activa Nuova 2025)

C’è una sommessa “coralità” nelle poesie, sempre attentamente sorvegliate, mai passibili di retorica che compongono Il Ballo delle gru, recente libro del poeta triestino Roberto Dedenaro.

E tale coralità si esprime forse in modo emblematico nella poesia intitolata:

L’Orizzonte inscurito

l’orizzonte inscurito non si distingue più
fra terra e cielo luci lampade e luci
scandagliano profili di case senza più
finestre illuminate uno spessore di silenzio
sale come una domanda dove mai una divinità regga più
con le sue braccia il tutto e i corpi che da qualche dove
dentro a quelle case senza forma stanno dove
il punto di quell’equilibrio che ancora regge
se regge ogni cosa in un posto suo e le coscienze
riposte in qualche dove nelle strade che sembrano
nella notte non aver nemmeno polvere più
tutto passa al vaglio e dai più stretti fori
qualcosa pur rimane, qualche vago notturno animale.
E una fragilità come forma di salvezza a tutti disponibile. Continua a leggere

Preti contro il genocidio

UNA DELEGAZIONE di “PRETI CONTRO IL GENOCIDIO” a ROMA

di Giselda Pontesilli

Ci sono stati a Roma, il 22 settembre 2025, cento sacerdoti del movimento “Preti contro il genocidio”, i preti  e vescovi cioè (oltre 1600, di 5 continenti e 50 paesi) che, contro “il genocidio in atto a Gaza”,  hanno sottoscritto gli scopi  espressi nel documento fondativo pubblicato sul sito dei Saveriani.

Si sono incontrati  all’obelisco del Quirinale, hanno pregato e cantato nella vicina Chiesa di Sant’Andrea, hanno poi camminato per le vie di Roma, e di nuovo cantato e pregato a Montecitorio, portando ciascuno con sé in processione il disegno dal titolo “Christ Died in Gaza” dell’artista Gianluca Costantini. Continua a leggere

Il vegetariano, film di Roberto San Pietro

di Giselda Pontesilli

I) Nella poesia e ancor più nel romanzo dell’800 c’è una figura ricorrente: il giovane, né nobile né ricco, ma nobile e ricco di intenti, studi, sentimenti («io ho la nobiltà dell’animo» – dice di sé Julien Sorel), che la società, prima o poi, avvilisce, elimina.
Egli (in certo modo oppresso dalla povertà, ma con la fortuna d’aver avuto una buona educazione – dice ancora di sé Julien Sorel) potrebbe essere mediatore, educatore, chierico nella società (così come potrebbero esserlo i poeti che lo cantano, la “classe pensante”) ma, alla rivoluzione borghese consegue un nuovo impersonale despota, il denaro (antireligioso e anticomunitario) e con esso la macchina, a cui quel singolo, dopo varia lotta, soccombe, ovvero, col suo sacrificio, realizza la più alta vittoria e azione mediatrice in questo mondo possibile. Continua a leggere

Dall’antologia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza

a cura di Giselda Pontesilli

Dall’antologia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, alcuni esempi e frammenti:

29/02/2024
La bambina il cui padre è stato ucciso
mentre portava un sacco di farina
sulla schiena
continuerà a gustare
il sangue di suo padre
in ogni pane.

24/03/2024
E il dolore 
non lascia un affamato
che raccoglie chicchi di riso
dalla terra.
Ricorda come ha raccolto i resti di suo figlio affamato
in una borsa.
Haidar al?Ghazali (2004)

15/10/2023
Il suono che sentiamo è il suono della morte che ci ha
                                           superato per scegliere altri,
siamo ancora vivi e sentiamo il suono della morte di altri che
                                                              conosciamo, diciamo:
grazie a Dio, l’ultimo suono che hanno udito non è stato
                                                              il suono del razzo.
Chi sente il suono del razzo sopravvive.
Siamo ancora vivi fino a nuovo avviso.

18/10/2023
Le nostre foto di famiglia: un sacco di brandelli, un mucchio 
                                                                                 di cenere,
cinque sudari avvolti l’uno accanto all’altro di dimensioni 
                                                                                differenti.
Le foto di famiglia a Gaza non sono come tutte le altre.
Ma erano insieme, e insieme se ne sono andati.

20/10/2023
Noi di Gaza, presso Dio, siamo martiri o testimoni della
                                                                         liberazione.
E tutti noi aspettiamo il luogo in cui saremo.
Tutti noi aspettiamo, o Dio, la tua promessa veritiera.
Heba Abu Nada (1991?uccisa 20/10/2023)

[…] Essere palestinese del ’48 significa
essere il cittadino più strano del mondo,
eccoti a supplicare tutti i paesi del mondo di proteggerti
dal tuo stato
[…]
Marwan Makhoul (1979)

[…]
Rimarrò 
Perché i sentieri qui nella mia patria
Scorrono con una sofferenza simile alla mia
E malgrado il sangue versato
Mi restituiscono la sensazione della vita
[…]
Dareen Tatour (1982)

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Giselda Pontesilli, “Appunti su Mario Perniola”

Cercando le idee chiave che reggono l’opera di Mario Perniola (1941-2018), si può partire da quanto, nelle sue Storiette autobiografiche (pubblicate nel 2016), egli dice di sé. Dandosi, con discrezione, del voi, egli si dichiara:  

“[…] erede della tradizione dei samurai senza padrone, i ronin, cioè di quei guerrieri solitari non organici rispetto a chicchessia in cui nel corso del tempo [voi, cioè lui stesso] avete finito per riconoscervi” (1); 

così scrive, definendosi dunque, più che filosofo, guerriero, poiché, come ben spiega nella sua penultima opera, L’estetica italiana contemporanea (del 2017):

 “In questo periodo storico l’autorevolezza della filosofia è gravemente compromessa dalla comunicazione massmediatica, che ha riportato intere popolazioni allo stadio infantile, nonché dall’arroganza della tecnica e del dogmatismo scientistico che, occultando il proprio rapporto con gli interessi economici, si è posto come unico portavoce della verità”. Continua a leggere

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Andrea Temporelli, “L’amore e tutto il resto. Poesie 1996-2022”

di Giselda Pontesilli

«A poco a poco anche l’epoca evapora», auspica Andrea Temporelli (alias Marco Merlin) in questo primo verso, così elaborato e immediato, di   Epoca, poesia (in cinque strofe) della presente raccolta; e l’ultimo verso, ripetuto anch’esso due volte (in quarta e quinta strofa), così annuncia e conclude:

«Un nuovo mondo dietro l’angolo aspetta» : Continua a leggere

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Cinque pensieri di Ungaretti, tratti dalle “Lettere a Bruna”.

 

a cura di Giselda Pontesilli

 

Cinque pensieri di Ungaretti, tratti dalle Lettere a Bruna

inviate in Brasile alla poetessa Bruna Bianco dal ‘66 al ‘69

e pubblicate nel 2017 da Mondadori a cura di Silvio Ramat.

 

«Quando verranno a Roma, Bruno e Marco, vorrei mostrare loro diverse cose. Qui è nato il Barocco. Roma è la città barocca più straordinaria del mondo. Vi hanno lavorato il Bernini e il Borromini. Del Borromini vorrei mostrare loro alcune opere. Era l’architetto più fantastico che abbia avuto il mondo, forse il maggiore in ogni senso. Era Ticinese. È morto giovine, suicida. I suoi monumenti sono pazzi d’equilibrio. Le diverse parti si tengono su, con un’armonia insuperabile, come gli oggetti che porta uno sopra l’altro, un monte di oggetti, un illusionista di circo.

/ Eppoi desidero che scoprano gli Etruschi. Non potranno venire con me sino agli scavi di Pompei e di Ercolano? Sarebbero visioni incancellabili per sempre.

Anche i Musei di Napoli, sono ricchi da impazzire.

Come sarei felice di mostrare loro com’è stata grande, come sarà grande l’Italia: arte e sapere. Non abbiamo altre strade, sono le strade maestre.» (lettera 184) Continua a leggere

Giselda Pontesilli, “La città antica” e la poesia odierna

1) Come risponde, ora, la poesia all’abbandono d’ogni persona, ogni casa, ogni cosa? Al nostro vivere, azzerato, internato, non in borgate, quartieri alti, monti, campagne, ma in campi-profughi ormai, campi di erranti: – isolati, macchinizzati, numerizzati?

Ora -ancora- la poesia ridice, ridesta ciò che resta, la realtà cioè, effettiva, effettuale: comunità per vivi e “morti”, figli e avi, “futuri”/ presenti / ”passati”.

MA: come fa, come può, se tutti! ormai sono espropriati d’ogni esperienza, comunità ovvero realtà? e gli avi (in cimiteri precari macchinizzati), insepolti, isolati, smembrati?

«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto» fu meno dura la nostra vita, anzi fu celeste… 

e celeste, era la terra: «questa / bella d’erbe famiglia e d’animali».

MA ormai, che ne resta? Continua a leggere

Giselda Pontesilli Su «CAPRONI. Il mio ENEA»

 

Caproni. Il mio Enea, a cura di Filomena Giannotti»prefazione di Alessandro Fo postfazione di Maurizio Bettini ed. Garzanti, Milano 2020

I) Lo studio di Filomena Giannotti su Giorgio Caproni, di cui si è ricordato nel 2020 il trentennale della scomparsa, è incentrato sull’accurata riproposizione delle tante occasioni (articoli, interviste, interventi) in cui il poeta, dal ’48 all’ ’88, rievoca, con variazioni e aggiunte, il proprio «incontro» con Enea.

Ne risulta un ritratto inconsueto di Caproni, focalizzato grazie a un filo conduttore che ne sostiene unitariamente l’opera e mostra, nitidamente, un suo messaggio orientatore, risanatore per il presente.
«Un poeta profondamente in bilico» -così definì Caproni, Vincenzo Ostuni nel 2006; in bilico, «fra ripiegamento lirico e narrazione antilirica e deidentificata, fra negazione brutale e leggerezza suadente, fra novecentismo e antinovecentismo, fra nichilismo e umanesimo […]» (cfr. V. Ostuni, Flautoclarinescente, postfaz. a G. Caproni, Amore, com’è ferito il secolo).

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Giselda Pontesilli, Novalis o Europa

LA LUCE DEL PENSIERO. NOTA PER GISELDA PONTESILLI

di Matteo Veronesi

Questa nuova raccolta di Giselda Pontesilli (degna erede del singolare classicismo della «Scuola Romana» degli anni Ottanta, legata a riviste come Braci e Prato Pagano, che rivisitò, con esiti di rara limpidezza e preziosa, ricercata naturalezza, l’antica poetica dell’ars celare artem, di una fluidità e di un nitore tutt’altro che ingenui, e anzi nutriti da un paziente labor limae, ed esito di una laboriosa e sofferta sublimazione e purificazione dell’esperienza e della parola) è degnamente suggellata da  versi di assoluto valore, forse fra i più alti ed essenziali della poesia italiana degli ultimi anni.

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Trittico e lamentazione di Armando Rudi


di Giselda Pontesilli

Su Trittico e lamentazione di Armando Rudi

 

Leggendo Trittico e lamentazione del poeta di Mozzate, Armando Rudi, ci troviamo di fronte a un’idea di poesia come estroversione e introversione, e come reversibilità dell’una nell’altra: reversione continua, ciclica, perché, dopo le tre parti del Trittico (I Camini, Orti, Il Vento), canto esaltante dell’ambiente, del “paesaggio” culturale e naturale, c’è il controcanto, il ripiegamento interno e tremendo della Lamentazione (Lamentazione d’un Giobbe moderno), che noi però non  sentiamo come esito finale, bensì – talmente imponente e magnificante è stato il canto – come premessa d’un ritorno al canto, così come accade nel Libro Sapienziale di Giobbe, appunto. Continua a leggere

Giselda Pontesilli, “Adriano Olivetti, Editore”

Olivetti
Ripercorrendo il progetto editoriale attuato da Adriano Olivetti tra il ’46 e il ’60 con le sue edizioni di “Comunità”, non si può non avvertire tra i libri da lui pubblicati un singolare collegamento, un’inconfondibile, anche se dapprima indefinibile, unità di intenti, pur se gli autori proposti, i temi affrontati, le rispettive discipline di appartenenza sono molti e diversi.
E’ come se in questi libri parli variamente una sola voce; come se siano stati scelti per qualcosa che tutti, a loro modo, hanno e che li rende, in fondo, analoghi, unanimi. Continua a leggere

Sulla lingua, di Giselda Pontesilli

televisione

di Giselda Pontesilli

Sono qui per esporre un mio breve scritto, “La competenza dei poeti”, in cui sostengo che i poeti, in qualità di competenti, cioè di massimi conoscitori della lingua, possono -e debbono- agire per riuscire concretamente a cambiare la non-lingua, la lingua degradata a linguaggio, dell’informazione televisiva;

per ottenere, quindi, concretamente, che si faccia in Italia (e poi in Europa) un cambiamento linguistico dei telegiornali.

I) Ma perché si dovrebbe agire proprio riguardo all’informazione -della televisione, e non riguardo alla sua pubblicità, o ad altri suoi programmi?

Ecco, innanzitutto per un motivo strategico: perché è più facile, meno contestabile, iniziare a scalfire il linguaggio mediatico partendo dall’informazione.

Infatti, a differenza dell’informazione, la pubblicità è, in qualche modo, intoccabile, poiché si sostiene -come fosse un dogma- che essa sia necessaria per finanziare tutto il resto. Continua a leggere