UNA DELEGAZIONE di “PRETI CONTRO IL GENOCIDIO” a ROMA
di Giselda Pontesilli
Ci sono stati a Roma, il 22 settembre 2025, cento sacerdoti del movimento “Preti contro il genocidio”, i preti e vescovi cioè (oltre 1600, di 5 continenti e 50 paesi) che, contro “il genocidio in atto a Gaza”, hanno sottoscritto gli scopi espressi nel documento fondativo pubblicato sul sito dei Saveriani.
Si sono incontrati all’obelisco del Quirinale, hanno pregato e cantato nella vicina Chiesa di Sant’Andrea, hanno poi camminato per le vie di Roma, e di nuovo cantato e pregato a Montecitorio, portando ciascuno con sé in processione il disegno dal titolo “Christ Died in Gaza” dell’artista Gianluca Costantini.
Durante la marcia, alcune soste, con letture di poesie da autori palestinesi e ancora “preghiere per le vittime della violenza e per un futuro di riconciliazione, pace e giustizia”.
Questo raduno “si è svolto simbolicamente nel giorno in cui la questione palestinese è stata discussa alle Nazioni Unite e alla vigilia dell’Assemblea Generale” (così si legge nel Comunicato Stampa del movimento).
Contemporaneamente, in Italia era in corso lo sciopero generale nazionale e, anche a Roma, l’imponente manifestazione a sostegno del popolo palestinese e delle navi della Flotilla dirette a Gaza.
Nel loro documento fondativo, i “Preti contro il genocidio” dichiarano di ispirarsi:
Alla Parola di Dio: «Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo» (Salmo 85, 11-12).
Alla Costituzione Italiana: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (art.11).
Agli accordi internazionali che vietano la vendita di armi a chi compie crimini contro i civili, in ossequio alla Posizione Comune 2008/944/PESC del Consiglio dell’Unione Europea.
E dichiarano i seguenti SCOPI :
1) Pregare per “una pace disarmata e disarmante” nei Territori Palestinesi Occupati e negli oltre cinquanta luoghi dove “stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi” (Papa Francesco, Discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, 14.06.2023), sensibilizzando sacerdoti e guide di comunità e promuovendo il dialogo anche con i nemici.
2) Denunciare il genocidio in atto a Gaza, le violenze ingiustificate contro la popolazione civile palestinese e lo stato di apartheid in vigore da oltre 70 anni in tutti i Territori Palestinesi Occupati.
3) Chiedere il rispetto del diritto internazionale, delle risoluzioni delle Nazioni Unite e i pronunciamenti della Corte Penale Internazionale a cui l’Italia aderisce.
4) Promuovere una cultura di riconciliazione, che passi dal riconoscimento delle responsabilità personali, politiche e militari, attraverso inchieste indipendenti ed eque sul 7 ottobre 2023, e su quanto accaduto prima e dopo quella data.
