Dall’antologia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, alcuni esempi e frammenti:
29/02/2024
La bambina il cui padre è stato ucciso
mentre portava un sacco di farina
sulla schiena
continuerà a gustare
il sangue di suo padre
in ogni pane.
24/03/2024
E il dolore
non lascia un affamato
che raccoglie chicchi di riso
dalla terra.
Ricorda come ha raccolto i resti di suo figlio affamato
in una borsa.
Haidar al?Ghazali (2004)
15/10/2023
Il suono che sentiamo è il suono della morte che ci ha
superato per scegliere altri,
siamo ancora vivi e sentiamo il suono della morte di altri che
conosciamo, diciamo:
grazie a Dio, l’ultimo suono che hanno udito non è stato
il suono del razzo.
Chi sente il suono del razzo sopravvive.
Siamo ancora vivi fino a nuovo avviso.
18/10/2023
Le nostre foto di famiglia: un sacco di brandelli, un mucchio
di cenere,
cinque sudari avvolti l’uno accanto all’altro di dimensioni
differenti.
Le foto di famiglia a Gaza non sono come tutte le altre.
Ma erano insieme, e insieme se ne sono andati.
20/10/2023
Noi di Gaza, presso Dio, siamo martiri o testimoni della
liberazione.
E tutti noi aspettiamo il luogo in cui saremo.
Tutti noi aspettiamo, o Dio, la tua promessa veritiera.
Heba Abu Nada (1991?uccisa 20/10/2023)
[…] Essere palestinese del ’48 significa
essere il cittadino più strano del mondo,
eccoti a supplicare tutti i paesi del mondo di proteggerti
dal tuo stato
[…]
Marwan Makhoul (1979)
[…]
Rimarrò
Perché i sentieri qui nella mia patria
Scorrono con una sofferenza simile alla mia
E malgrado il sangue versato
Mi restituiscono la sensazione della vita
[…]
Dareen Tatour (1982)


Voci da ascoltare, leggere, conoscere. La poesia, come la pace, è qualcosa di disarmato. E come la pace, il suo influsso è sotterraneo e imprevedibile.
Grazie… bravissimi
Le anime di Gaza ci ascoltano e ci giudicno, come tante altre prima ci hanno acoltato e giudicato. Le anime di Gaza sono anche la mia e la tua anima; hanno fatto la loro eperienza di vita e di morte. Hanno ascoltato il silenzio trionfante di chi resta e che ha ancora il fiato per dire, per scrivere, per vivere dopo il loro distacco. In fine, non c’è che una reponsabilità: giudicare di eseguire in terra un distacco che va eseguito altrove. Arduo è comprendere a chi appartenga quella responabilità.