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Giselda Pontesilli, “La città antica” e la poesia odierna

1) Come risponde, ora, la poesia all’abbandono d’ogni persona, ogni casa, ogni cosa? Al nostro vivere, azzerato, internato, non in borgate, quartieri alti, monti, campagne, ma in campi-profughi ormai, campi di erranti: – isolati, macchinizzati, numerizzati?

Ora -ancora- la poesia ridice, ridesta ciò che resta, la realtà cioè, effettiva, effettuale: comunità per vivi e “morti”, figli e avi, “futuri”/ presenti / ”passati”.

MA: come fa, come può, se tutti! ormai sono espropriati d’ogni esperienza, comunità ovvero realtà? e gli avi (in cimiteri precari macchinizzati), insepolti, isolati, smembrati?

«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto» fu meno dura la nostra vita, anzi fu celeste… 

e celeste, era la terra: «questa / bella d’erbe famiglia e d’animali».

MA ormai, che ne resta? Continua a leggere

Ornithology 28. Montale, Neri e Renzetti

Bufera Montale
Sul Llobregat

Dal verde immarcescibile della canfora
due note, un intervallo di terza maggiore.
Il cucco, non la civetta, ti dissi; ma intanto, di scatto,
tu avevi spinto l’acceleratore.

*

Eugenio MONTALE, La bufera e altro (1940-54; pubbl. 1956)
in Tutte le poesie
a cura di Giorgio Zampa
Oscar Mondadori, Milano, 1990

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I “Paesaggi inospiti” di Giampiero Neri

di Fabrizio Fantoni

” Di questi boschi in partibus infidelium / è abbastanza comune la poiana, / dove qualche spuntone di roccia / e mozziconi di sassi / che si alzano da terra qua e là / offrono asilo e protezione.”Con questo componimento Giampiero Neri ci introduce nei suoi “Paesaggi inospiti” ( Mondadori 2009 € 12,00 ). Paesaggi dominati da un ambiente naturale maestoso in cui è possibile scorgere il volo solitario della poiana, il rapido apparire del ghiro tra i rami o, ancora, ascoltare il silenzio delle foglie ingiallite. Una natura accogliente e al tempo stesso insidiosa, segnata da una oscura ed incombente minaccia che grava sulla vita delle creature che la popolano:”Volano in ampi cerchi/ di un volo silenzioso/ indisturbate dagli abitanti del luogo / che usano dividere le specie / in commestibili e non commestibili / e se commestibili / le perseguitano con ogni mezzo, / se no le ignorano completamente.” Una logica di meccanica dissoluzione regola l’economia della vita di questi boschi, arrivando a coinvolgere anche il rapporto tra l’uomo e l’ambiente: un legame questo che appare contrassegnato da quell’ingenua crudeltà che l’autore aveva già espresso al suo esordio poetico – avvenuto nel 1976 con la raccolta ” L’aspetto occidentale del vestito” – nella poesia ” rivederlo non era stato piacevole,” nei cui versi finali si legge: “Nelle pause del suo lavoro / curava in un campo quasi arido / un piccolo allevamento di lumache, / molluschi che hanno paura dell’acqua, / le metterai vive -. mi disse – / in un infuso di latte e segale / e quando sono ben nutrite, cuocile”. Continua a leggere

Giampiero Neri

neri

da Paesaggi inospiti, Lo specchio, Mondadori

I

Di questi boschi in partibus infidelium
è abbastanza comune la poiana,
dove qualche spuntone di roccia
e mozziconi di sassi
che si alzano da terra qua e là
offrono asilo e protezione

Volano in ampi cerchi
di un volo silenzioso
indisturbate dagli abitanti del luogo
che usano dividere le specie
in commestibili o non commestibili
e se commestibili
le perseguitano con ogni mezzo,
se no le ignorano completamente. Continua a leggere