[youtube=https://youtu.be/9J_-4GYu2Qo]
da qui
Rainer Maria Rilke
Infanzia (Kindheit)
dalle “Nuove Poesie”, in “R. M. Rilke, Poesie II [1908-1926]”,
Biblioteca della Pléiade, Einaudi-Gallimard, Torino, 1994
Traduzione di Giacomo Cacciapaglia
da “Neue Gedichte”, Insel-Verlag, Leipzig, 1907
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Vincent d’Indy
dalla Sonata per violino e pianoforte Op. 59
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Infanzia
Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che cosí si persero,
quei lunghi pomeriggi dell’infanzia
che mai tornarono uguali – e perché?
Dura il ricordo –: forse in una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita cosí piena
di incontri, di arrivederci, di transiti
come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino all’orlo colmi di figure.
Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e sfioravano,
e lentamente fummo – un lungo, nuovo filo –
immessi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.

“In te mi rifugio, Signore,
ch’io non resti confuso in eterno.”
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
Ripartire… dal sogno, la Vita, il bambino
ciò che siamo stati è in noi
la polvere nascosta si dilegua al Soffio di Vento
Bellissima, Grazie!